Svolta Panini, il nuovo Pirlo è Favij. Un album di figurine tutto per il giovane youtuber. L’idolo dei tredicenni ha più di 1,6 milioni di fans

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Da quando le conosci non ne puoi più fare a meno. Le figurine sono come una droga. Ma per fortuna il consumo non ha effetti collaterali, se non quello didattico. La passione che si sprigiona aprendo il primo pacchetto non si dimentica mai. Anche da grandi si comprano ai figli le bustine dei calciatori, a patto che almeno una la lascino aprire al papà. Dal 1961 a oggi il brand Panini è sinonimo di figurine. L’azienda modenese è sorprendentemente al passo con i tempi. Quest’anno ha impresso una marcia diversa, decidendo di investire pure sul mondo del web e dei suoi maggiori protagonisti. Ed ecco che a sorpresa arriva un album del tutto diverso. Non è dedicato a Francesco Totti o Andrea Pirlo, né a Lionel Messi o Cristiano Ronaldo, bensì al giovane Favij, il numero uno degli youtuber italiani. Un personaggio che vanta oltre 1,6 milioni di iscritti al canale You Tube con 450 milioni di video visualizzati e 525 mila followers sul profilo Facebook. Il fenomeno è di uso e consumo dei ragazzi che hanno un’età compresa tra i 10 e i 13 anni, i quali tempo fa avevano come miti Goldrake e Candy Candy, e oggi invece pendono dalle parole, dai giochi e dai video di Favij (Lorenzo Ostuni all’anagrafe). Per fortuna, comunque, che non tutti i tredicenni si fanno abbindolare dal ragazzetto con la cuffia (che ha smentito di guadagnare 200mila euro l’anno). In una ricerca Doxa solo il 50% ha ammesso di seguire un giovane youtuber. L’altra metà magari passa il tempo libero leggendo un libro, praticando uno sport o collezionando le figurine dei calciatori.

ECCELLENZA ITALIANA
Il gruppo Panini è il leader mondiale delle figurine e cards da collezione. È il quarto editore in Europa nel settore dell’editoria per ragazzi. Ha 900 dipendenti e un fatturato di oltre 530 milioni di euro. Ha sede a Modena con filiali proprie in Spagna, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, Brasile, Cile e Messico. Vanta una distribuzione in 120 Paesi. Un colosso del made in Italy. Una vera eccellenza del Belpaese. Fino al 1988 l’azienda è sempre stata gestita dalla famiglia Panini, raggiungendo fatturati annui nell’ordine dei 100 miliardi di lire. Dopo alcuni anni di proprietà estera, l’8 ottobre 1999 l’azienda è tornata italiana grazie a un’operazione realizzata dalla Fineldo SpA, finanziaria di Vittorio Merloni.

LA STORIA
Tutto nacque da un’idea di Giuseppe Panini, che fondò l’azienda nel 1961, coinvolgendo anche i fratelli Benito, Umberto e Franco. E si inventò il primo album delle figurine dei calciatori della Serie A. Prima di diventare adesive (1971) le figurine erano in cartoncino da incollare con la coccoina. Solo alla fine degli anni 60 furono introdotte le celline, triangolini biadesivi da apporre sul retro della figurina per attaccarla all’album. Fu subito un successo. Il primo anno furono vendute 3 milioni di bustine, che divennero 15 l’anno dopo e 29 il successivo. Fino ad arrivare ai dati incredibili delle ultime stagioni: 1 miliardo di bustine l’anno, quindi 6 miliardi di figurine. Fu dell’interista Bruno Bolchi la prima stampata. I pacchetti contenevano 2 figurine e costavano 10 lire l’uno. Nel 1965 furono messi in commercio i primi album dedicati ad altri settori. Si cominciò con aerei e missili e con gli animali.