Taglio dei vitalizi alla Camera. Primo No alle restituzioni. Il Collegio d’Appello guidato da Colletti ha sospeso la maggiorazione degli assegni in attesa della sentenza

vitalizia Colletti
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Per Roberto Fico e la presidenza della Camera è una vittoria, sia pure parziale, nella difesa del provvedimento-bandiera dei 5 stelle, il taglio ai vitalizi. Per Franco Grillini, ex deputato Ds malato di mieloma e invalido al 100%, è invece “un vero e proprio atto di guerra dei normodotati contro disabili e anziani”.

In ogni caso è chiarissima: con l’ordinanza 37 del 16 giugno il Collegio d’appello della Camera ha deciso, su ricorso appunto di Fico, la sospensione della “mitigazione” dei tagli ai vitalizi per 35 ex parlamentari malati e/o bisognosi a cui il Consiglio di giurisdizione aveva riconosciuto, in primo grado, il diritto a ricevere “mezzi adeguati per un’esistenza libera a dignitosa”.

Non è la prima volta che il Consiglio di giurisdizione entra in dura collisione con Fico sulla questione vitalizi. Subissati da 1398 ricorsi di ex deputati o relative vedove, il presidente Alberto Losacco, Pd, Stefania Ascari, M5S, e Silvia Covolo, Lega, nell’aprile 2020 avevano accertato che la maggior parte di chi aveva chiesto la sospensiva era composta di anziani fisicamente mal messi: oltre 6 su 10 avevano subito tagli tra il 35 e il 60%, più della metà aveva oltre 75 anni, il 12% aveva superato i 90.

E a passarsela male erano soprattutto le vedove: ignorando le “esigenze dell’età avanzata”, “l’aumento dei bisogni materiali” e “l’impossibilità di reperire mezzi di sostentamento diversi”, la riforma voluta Fico non aveva previsto per loro nessuna salvaguardia. Serviva una “mitigazione” delle misure più drastiche. Più di 400 ex deputati hanno subito chiesto l’applicazione della sentenza. Risposte? Nessuna, o negativa: soltanto una settantina di posizioni sono state riviste, anche perché i criteri di mitigazione finalmente decisi dall’Ufficio di presidenza il 5 novembre erano ben più stringenti rispetto alle indicazioni del Consiglio.

Il 15 aprile, di conseguenza, Losacco & Co. sono tornati a esprimersi, accogliendo parzialmente le impugnative di 35 ricorrenti e imponendo all’amministrazione della Camera di allargare i cordoni della borsa. Ne aveva il diritto? No, secondo Fico e l’avvocatura della Camera, che hanno fatto ricorso contro l’“eccesso di potere giurisdizionale” del Consiglio. Il Collegio d’Appello (presidente Andrea Colletti, ex M5s passato a L’Alternativa c’è, Cosimo Maria Ferri, IV, e Laura Cavandoli, Lega) ha fatto proprie le motivazioni della presidenza, sospendendo l’esecuzione della sentenza di primo grado fino all’udienza di merito del 21 settembre.

E i malati e bisognosi? “Il danno lamentato dalle parti ricorrenti non appare al momento grave e irreparabile”. Sono ancora vivi, cioè. Sarcastica la reazione dell’associazione ex parlamentari capitanati da Antonello Falomi: “Hanno perso il bandolo della matassa”. “Se la mitigazione doveva rimediare alle enormità di una misura che arrivava a tagliare fino all’80% dei vitalizi, il risultato è che non si trovano criteri abbastanza chiari per far fronte ai vari casi che si presentano”.

Così il Consiglio di giurisdizione chiede di allargare le maglie, l’ufficio di presidenza le restringe, i ricorsi si moltiplicano, la paralisi è dietro l’angolo. Un rischio che non corre il Senato, capitanato invece da una Elisabetta Casellati tutta pro-vitalizi (è riuscita a farsi ridare la pensioncina anche per i due anni passati al Csm): altro che mitigazione, la parola d’ordine qui è “restituzione” per tutti, ivi compresi i condannati in via definitiva come Roberto Formigoni. Quanto ai tagli, si aspetta ormai la parola fine: la sentenza del consiglio di garanzia, quella definitiva, è prevista per martedì 22 giugno.