Formigoni spera di tenersi il vitalizio. Il 18 maggio si decide sul ricorso della segretaria generale del Senato contro la sentenza della Commissione Contenziosa

vitalizio Formigoni
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La Commissione Contenziosa del Senato, presieduta dall’azzurro Giacomo Caliendo e composta dai leghisti Simone Pillon e Alessandra Riccardi e due membri laici nominati dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, il 13 aprile scorso ha dato ragione a Roberto Formigoni, che aveva fatto ricorso contro la sospensione del suo vitalizio dopo la condanna definitiva, e anche a tutti gli altri ex senatori condannati. Cancellando così la delibera del 2015 voluta dall’allora presidente Pietro Grasso che disponeva la sospensione degli assegni per i parlamentari che si fossero macchiati di reati gravissimi come mafia, terrorismo e corruzione.

Ma la partita non è ancora conclusa: il 18 maggio il Consiglio di Garanzia del Senato esaminerà il ricorso della segretaria generale di Palazzo Madama contro la sentenza della Commissione Contenziosa, a suo tempo contestata dal M5S ma anche dallo stesso Grasso, soprattutto per la sua valenza erga omnes (leggi l’articolo).

“In base all’autodichia – commentava l’ex presidente del Senato – non può un organo giurisdizionale come la Contenziosa annullare una delibera del Consiglio di presidenza, come ha fatto dando validità erga omnes alla sua decisione. Può decidere sul caso concreto di Formigoni o può sospendere la decisione e indicare al Consiglio di presidenza la necessità di modificare la delibera, ma non può assolutamente annullare un provvedimento avente carattere generale come appunto la delibera del 2015″.

“Rendiamoci conto – ha aggiunto ancora Grasso – che annullando la delibera anche i senatori condannati per mafia o terrorismo potranno riprendere ad avere il vitalizio. Qualcuno ci ha pensato? L’annullamento non vale solo per i reati come la corruzione, ma anche per tutti gli altri reati compresi nella delibera del 2015”.

E ieri, dopo la decisione del Tribunale dell’Ue di bocciare il ricorso dell’ex europarlamentare dei Verdi Enrico Falqui contro il taglio dei vitalizi torna alla carica anche il Movimento, con l’europarlamentare Dino Giarrusso, che ne sottolinea l’importanza (leggi l’intervista): “I privilegi delle caste non sono un intoccabile diritto acquisito”.

“Questo vale sia a Bruxelles sia a Roma. Il M5S – ha aggiunto l’esponente grillino – da sempre si è schierato contro i vitalizi e i privilegi, questa sentenza dunque ci dà ragione. Il Senato dovrà assolutamente tenerne conto quando, il prossimo 18 maggio, dovrà decidere sul ricorso presentato contro la restituzione del vitalizio a Formigoni”.