L’occupazione della Rai è quasi completa. La maggioranza si accaparra un’altra importante direzione, quella di Rai Parlamento, con la nomina di Francesca De Martino, considerata vicina a Fratelli d’Italia. Rimpiazzerà Giuseppe Carboni e gestirà un anno particolarmente delicato, con le elezioni Politiche del 2027, considerando che Rai Parlamento segue i lavori delle Camere e organizza le tribune elettorali. Il consiglio d’amministrazione della Rai ha espresso ieri parere favorevole alla nomina come nuova direttrice di De Martino, attuale vicedirettrice della testata.
Il cda ha anche confermato l’amministratore delegato di Rai Cinema, Paolo Del Brocco, e il presidente, Nicola Claudio. Conferma anche per Sergio Santo come amministratore delegato di Rai Com e di Claudia Mazzola come presidente. Ancora, l’ultima conferma è quella di Antonio Preziosi alla direzione del Tg2.
Le mani di Fratelli d’Italia su Rai Parlamento: protestano le opposizioni
La nomina di De Martino per la presidente della commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, “rappresenta il superamento di una linea rossa” ed è “la goccia che fa traboccare un vaso già stravolto, fatto di addii alla Rai, professionisti lasciati ai margini e scelte che hanno dato costantemente l’impressione di essere poco dettate dalla qualità del prodotto e molto dalla vicinanza al governo”. C’è poi un altro caso che tiene banco in Rai: alla riunione del cda era assente il direttore generale, Roberto Sergio.
Nella giornata di mercoledì si era collegato da remoto e il consigliere facente funzioni da presidente, Antonio Marano, aveva comunicato che il direttore avrebbe partecipato ad altre riunioni solamente in caso di convocazioni mirate su materie di sua pertinenza. Uno scontro nato da divergenze sul piano immobiliare, ma che nasconderebbe anche questioni di equilibri politici e ruoli nell’azienda. Su entrambi i casi attacca il capogruppo M5s in Vigilanza, Dario Carotenuto: “A un anno dalle elezioni non vogliono lasciare nulla al caso e vogliono gestire direttamente pure le tribune elettorali”. Ma Carotenuto si sofferma anche sull’altro caso, quello dello scontro tra Marano e Sergio, parlando di “caos più totale”: “Volano stracci, si parla di dimissioni del direttore generale in rotta di collisione con Marano, i partiti di maggioranza lottano gli unici contro gli altri, ma l’unica costante resta l’occupazione di ogni anfratto”.
Il capogruppo di Avs al Senato, Peppe De Cristofaro, sottolinea come la conferma di Preziosi (in quota Forza Italia) al Tg2 e la nomina di De Martino a Rai Parlamento, dimostrino che le destre “rinnovano i direttori graditi alla maggioranza di governo e cacciano quelli non graditi”. “A Giuseppe Carboni – continua De Cristofaro – va la nostra solidarietà per questa epurazione lottizzatoria. La Rai, la più grande azienda di servizio radiotelevisivo, non merita di essere trattata in questo modo”.