Termovalorizzatori, prime aperture del Pd alla Raggi. I dem votano l’emendamento M5S che vieta nuovi impianti nel Lazio

di Giuseppe Vatinno
Politica Roma

La Regione Lazio, governata da Nicola Zingaretti che è anche il segretario nazionale del Pd, ha approvato qualche giorno fa un emendamento a firma M5S che vieta la costruzione di nuovi termovalorizzatori. In realtà la questione è abbastanza complessa sul piano legislativo perché il governo Conte aveva minacciato di impugnare, tra le altre, la legge con l’emendamento e così il Consiglio regionale del Lazio lunedì scorso ha licenziato una nuova legge, la 243, che accoglie – tra l’altro – quanto richiesto dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa che stranamente invece i termovalorizzatori li vuole costruire. Tuttavia il combinato disposto dell’emendamento e della legge rende difficilissimo l’iter amministrativo per chi volesse provarci. Insomma, una vicenda intricata che però ha un risvolto politico da non sottovalutare.

La lotta contro i termovalorizzatori è una delle battaglie dei 5 Stelle – a parte la strana e già citata posizione di Costa nel Lazio – e l’aver approvato l’emendamento è un chiaro segnale di apertura di Zingaretti nei confronti di Virginia Raggi. È vero che la sua giunta si regge su una maggioranza Pd-M5S con il supporto di tre consiglieri indipendenti, ma è anche vero che il Pd ha la maggioranza relativa e poteva anche bloccare l’emendamento. Questa concessione su un tema così importante che riguarda la gestione dei rifiuti e che aveva visto il Pd sempre contrario a limitazioni sui termovalorizzatori mostra un chiaro segnale di distensione che in tempi di elezioni comunali prossime venture, a Roma si voterà nel 2021, lascia intravvedere una possibile apertura del Pd alla ricandidatura della sindaca.

Questo, inoltre, andrebbe proprio nella direzione dei tanto auspicati accordi locali giallo-rossi sempre sostenuti da Luigi Di Maio e dallo stesso Zingaretti e, in ogni caso, bloccherebbero l’intemerata dell’auto-candidatura a sindaco di Carlo Calenda che ha parecchio irritato il Nazareno. Una convergenza sulla Raggi permetterebbe di superare molti problemi politici non solo nella Capitale, ma nell’intero Paese, in un momento drammatico per le emergenze sanitarie ed economiche.