Terremoto all’Aquila, altri morti senza colpevoli. Assolti i cinque imputati per il crollo di uno stabile che seppellì nove persone

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Altre 5 assoluzioni per il terremoto dell’Aquila. Il tribunale ha assolto “perché il fatto non sussiste” gli imputati nel processo per il crollo dello stabile in via XX settembre 79, davanti alla Casa dello Studente, dove per il terremoto del 6 aprile 2009 morirono 9 persone. Si tratta di una delle costole del maxiprocesso sui crolli legati al terremoto che distrusse la città dell’Aquila e provocò 309 vittime ed enormi danni in molte altre pari dell’Abruzzo. I capi d’imputazione erano omicidio colposo, disastro colposo e lesioni gravi. Le cinque richieste di assoluzione erano arrivate a sorpresa nell’udienza del 28 ottobre scorso. Secondo il pubblico ministero mancavano le prove sufficienti per chiedere la condanna degli imputati dato che la perizia tecnica su cui si fonda l’accusa presenterebbe aspetti che avrebbero dovuto essere un po’ più approfonditi. Ora non è certo che le parti civili rappresentate dai familiari delle vittime possano ricorrere in appello, condizione che può essere determinata soltanto se sarà il pm a presentare appello.

GLI IMPUTATI
Gli imputati di questo filone della maxi inchiesta sui crolli della procura della Repubblica aquilana erano i due coamministratori della società Belvedere che ha realizzato in via Persichetti l’edificio accanto a quello crollato, il progettista architettonico e direttore dei lavori, , un altro progettista architettonico, strutturale e direttore dei lavori ed un collaudatore statico.