Tocca a Conte puntellare la maggioranza. Numeri ballerini al Senato. Tornano in ballo i responsabili. A Palazzo Madama i giallorossi contano 160 senatori. Uno in meno della maggioranza assoluta

Lโ€™argomento รจ diventato di quotidiana discussione al Senato. Negli ultimi giorni – e specie dopo la fuoriuscita dellโ€™ex senatrice grillina Alessandra Riccardi passata alla Lega – nella maggioranza si susseguono riunioni ufficiali, conversari alla buvette e incontri riservati per capire cosa potrebbe accadere da qui in futuro. La ragione sta nel fatto che i numeri a Palazzo Madama non sorridono piรน alla maggioranza giallorossa. Si arriva, oggi, a quota 160: una situazione di sostanziale paritร  se si considerano i 321 senatori complessivi (315 piรน i sei senatori a vita). Ed รจ proprio per questa ragione che nelle file della maggioranza si sta discutendo su come stabilizzare il traballante equilibrio parlamentare.

โ€œIl tema รจ molto sentito ed รจ al centro delle chat tra parlamentari, assistenti e ufficio comunicazioneโ€, spiega un senatore a La Notizia. Che tuttavia aggiunge: โ€œPer ora non dovrebbero esserci altre fuoriuscite. Chi temevamo potesse uscire dal Movimento, รจ giร  andato viaโ€. Questo perรฒ – spiegano fonti pentastellate – non vuol dire che su specifiche tematiche qualcuno allโ€™interno dei Cinque Stelle non possa decidere di assentarsi, evitare il voto magari spedendosi in missione. Segno che la tensione resta palpabile, nonostante le parole di pochi giorni fa del capogruppo Gianluca Perilli che ha parlato di coesione allโ€™interno del gruppo parlamentare.

La situazione, dunque, resta critica. E potrebbe diventarlo ancora di piรน se allโ€™instabilitร  pentastellata dovesse aggiungersi anche quella dem. A settembre sono sei le regioni che andranno al voto; di queste, quattro arrivano da una gestione di centrosinistra; se il verdetto elettorale dovesse ribaltare la situazione di partenza anche la segreteria di Nicola Zingaretti rischierebbe di ballare, specie dopo le critiche lanciate al leader Pd da diversi esponenti dem a cominciare da Giorgio Gori.

EXIT STRATEGY. Proprio per questo, secondo quanto risulta a La Notizia, Giuseppe Conte in prima persona starebbe cercando di capire come affrontare il delicato dossier. Le ipotesi sul tavolo sono diverse. La prima – e piรน immediata – preme sulla vicinanza a questโ€™esecutivo dei cinque senatori a vita: non รจ un mistero che Giorgio Napolitano, Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia e Liliana Segre abbiano piรน volte espresso il proprio benestare a una maggioranza Pd-Cinque stelle con la guida di Conte. โ€œLa paura di tanti – spiegano anche fonti pentastellati – รจ che si lasci il campo libero a Salvini e alla Meloni, unโ€™ipotesi contro la quale anche i senatori a vita sono disposti a presenziare in Aulaโ€. Cโ€™รจ da dire, perรฒ, che affidarsi a chi non รจ ovviamente legato da dipendenza partitiche, puรฒ sempre rivelarsi unโ€™arma a doppio taglio.

Ed รจ per questo che Conte, insieme ai suoi fedelissimi e al direttivo Cinque stelle, sta ragionando anche sullโ€™idea di un gruppo parlamentare di โ€œresponsabiliโ€: una cerchia di senatori – che verosimilmente confluirebbero nel Gruppo Misto – che garantirebbe la tenuta salda dellโ€™esecutivo. Unโ€™ipotesi, questa, che presupporrebbe defezioni in Forza Italia. โ€œAd oggi – rivela un senatore dem โ€˜pontiereโ€™ – non cโ€™รจ ancora nulla di concreto, anche perchรฉ sia per noi che per i grillini รจ difficile accettare lโ€™idea di un soccorso del partito di Silvio Berlusconi. Sarebbe complicato spiegarlo ai nostri e ai loro elettoriโ€. Come dargli torto. รˆ altrettanto vero, perรฒ, che ad oggi andare al voto non conviene a tanti. Compresa Forza Italia. โ€œE non รจ impossibile che siano proprio i forzisti ad assentarsi e ad abbassare cosรฌ il quorum…โ€.