Transnistria, dove si trova e perché potrebbe essere il prossimo obiettivo della Russia dopo il Donbass?

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Transnistria: dove si trova la regione separatista filorussa e per quale motivo si sta trasformando nel prossimo obiettivo militare di Mosca dopo il Donbass?

Transnistria, perché potrebbe essere il prossimo obiettivo della Russia dopo il Donbass?

Non solo il Donbass: è ormai sempre più evidente che la Russia non abbia intenzione di fermarsi esclusivamente alla Regione orientale ucraina ma voglia attirare a sé anche altri territori. Occorre, dunque, domandarsi quali siano i reali obiettivi che il presidente Vladimir Putin intende perseguire.

Come più volte ribadito dal Cremlino rispetto all’operazione militare speciale avviata lo scorso 24 febbraio in Ucraina, “l’obiettivo primario rimane il Donbass”. A partire dalla giornata di lunedì 25 aprile 2022, tuttavia, sembra sempre più concreta l’intenzione di Mosca di avanzare verso sud, percorrendo l’intera fascia costiera ucraina e creando un corridoio che colleghi Donbass, Crimea e anche l’autoproclamata repubblica indipendentista della Transnistria.

A questo proposito, si è espresso il comandante ad interim del distretto centrale russo, Rustam Minnekayev, che ha dichiarato: “Il controllo sull’Ucraina meridionale è un’altra via di accesso alla Transilvania, dove pure si evidenziano episodi di discriminazione contro i residenti russofoni”.

Dove si trova

La Transnistria è una Repubblica autoproclamata filorussa situata in Moldavia, in prossimità del confine con l’Ucraina e a poche centinaia di chilometri da Odessa. La Repubblica ha chiesto di essere annessa alla Federazione Russa nel 2014, seguendo l’esempio di quanto avvenuto in Crimea.

Da un punto di vista storico, la guerra tra i separatisti filorussi della Transnistria e l’esercito moldavo si sussegue a fasi alterne sin dall’inizio degli anni ’90 del secolo scorso e, fino al 2022, ha già causato circa 5.000 morti, tra i quali figurano almeno 1.000 civili.

La denuncia dell’intelligence ucraina sull’attacco a Tiraspol

Nel pomeriggio di lunedì 25 aprile, la Repubblica autoproclamata della Moldavia ha subito un attacco. La sede del Ministero della Sicurezza dello Stato che si trova a Tiraspol, capitale della Transnistria, è stata bombardata.

Secondo quanto riferito dall’intelligence ucraina, l’attacco sarebbe “una provocazione russa in preparazione da giorni”. A questo proposito, inoltre, è stata rivelata l’intercettazione di un documento che dimostrerebbe che le autorità della repubblica filorussa della Moldavia erano intente a preparare “l’attacco con granata da tre giorni”. In questo arco temporale, avrebbero costruito bunker per far rifugiare il proprio personale.

Su Telegram, la direzione principale di intelligence del Ministero della Difesa ucraino ha posto l’accento sulla “serie di misure provocatorie organizzate dal servizio federale di sicurezza russo per seminare il panico e sentimenti antiucraini”. Per Kiev, inoltre, Mosca starebbe pianificando altri “attacchi terroristici” in Transnistria per fomentare una campagna di provocazione.

All’attacco di lunedì 25 aprile, hanno fatto seguito nuove esplosioni segnalate nella mattinata di martedì 26. In considerazione di quanto riferito dal Ministero dell’Interno di Tiraspol, citato dall’agenzia di stampa Tass, pare che si sia verificata una deflagrazione al centro di trasmissione della radio russa e che due antenne siano state severamente danneggiate. Non sono, invece, stati registrati feriti.

A questo proposito, la BBC ha riportato che il presidente della Moldavia, Maia Sandu, ha convocato una riunione d’urgenza del Consiglio supremo di sicurezza per discutere delle esplosioni.