Il trasporto aereo è in coma. E l’Ue gioca sporco sull’Alitalia. Bruxelles prende tempo per far decollare Ita. Draghi: “L’obiettivo è che possa reggersi senza sussidi”

ALITALIA
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Nessuna luce in fondo al tunnel per quanto riguarda il trasporto aereo, ma neanche per Alitalia. Secondo i dati pubblicati ieri dall’International Air Transport Association (Iata), il volume di passeggeri è risultato inferiore del 74,7% rispetto al febbraio 2019, in peggioramento rispetto alla flessione del 72,2% registrata in gennaio sempre rispetto allo stesso mese 2019.

Poiché la pandemia ha fortemente distorto i paragoni su base annuale, la Iata ha pubblicato i raffronti rispetto all’ultimo anno pre-Covid, appunto il 2019. In febbraio il traffico internazionale è risultato in calo dell’88,7% (contro il -85,7% calcolato un mese prima) mentre il totale della domanda di viaggi domestici è risultato in calo del 51% rispetto a due anni. A gennaio il raffronto aveva denotato una flessione del 47,8%.

“Febbraio – ha detto il direttore generale della Iata Willie Walsh – non ha fornito alcuna indicazione di una ripresa della domanda di viaggi internazionali. Anzi la maggior parte degli indicatori è andata nella direzione errata perché le restrizioni ai viaggi sono state irrigidite a fronte delle preoccupazioni per le varianti”.

FIGLI E FIGLIASTRI. In questo quadro il governo francese ha annunciato un nuovo prestito pubblico da 30 milioni di euro per la compagnia aerea Air Austral, con sede nell’isola di La Reunion, mentre resta la resistenza a livello europeo al decollo della nuova Ita (dalle ceneri dell’Alitalia). Una disparità di trattamento denunciata ieri dal ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, mentre è stata sbloccata la seconda tranche degli stipendi di marzo per i dipendenti di Alitalia.

I sindacati, intanto, tornano a chiedere l’avvio immediato di un tavolo confronto su Alitalia, a cui, dicono da Uiltrasporti, dovranno partecipare “tutti i ministeri coinvolti perché il vaso è colmo, la manifestazione del 14 sotto al Mise dovrà ricevere necessariamente delle risposte”. “E’ ora di finirla – aggiungono da Uiltrasporti -, non ci prestiamo a farci prendere in giro: non lo merita il nostro Paese e non lo meritano i dipendenti di Alitalia e dell’intero indotto”.

“Siamo in piena trattativa – ha confermato in serata il premier Mario Draghi rispondendo a una domanda su Alitalia -, se la commissione usa criteri diversi dovrà giustificare una asimmetria. Noi non possiamo giustificare delle asimmetrie ingiustificate o arbitrarie. L’obiettivo è partire subito e fare in modo che la società possa reggersi da sola senza sussidi. I ministri coinvolti stanno facendo di tutto”.