Tre miliardi subito e per tutti. Ecco come sarà il Reddito di emergenza. Il Governo lavora alla proposta

di Raffaella Malito
Politica

E’ stato snobbato, criticato, sminuito. Hanno chiesto di abolirlo, o nelle versioni più soft, di modificarlo. Ora tutti lo vogliono estendere, irrobustire, allargare. Magari ribattezzandolo, o legandolo solo alla fase emergenziale che stiamo vivendo, per togliersi dall’imbarazzo di averlo una volta osteggiato. La verità è che se oggi non ci fosse stato il reddito di cittadinanza sarebbe esplosa l’emergenza sociale. A dirlo non è un esponente del M5S ma Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari.

FRONTE COMUNE. “Ormai lo riconoscono in tanti: ci vuole un reddito di dignità universale. Per l’emergenza e per il dopo”, dice il senatore di Leu, Francesco Laforgia. Ed è proprio a un reddito di base universale che guarda il garante del M5S. “Si deve garantire a tutti i cittadini lo stesso livello di partenza: un reddito di base universale, per diritto di nascita, destinato a tutti, dai più poveri ai più ricchi, che vada oltre questa emergenza”, rilancia dal suo blog Beppe Grillo. E il governo, in queste ore, accanto alla prima misura, ovvero lo stanziamento di 400 milioni “per buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari”, sta lavorando per “rafforzare e allargare” la platea dei beneficiari del bonus da 600 euro oggi dedicato ad autonomi, collaboratori, partite Iva e stagionali, anche a chi “non ha fonti di reddito”. Una sorta di reddito “di emergenza” (Rem): ancora una volta i primi a lanciare l’idea sono stati i Cinque Stelle.

“Per il Rem – ha dichiarato il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo all’Huffpost – servono circa 3 miliardi di euro e procedure semplificate, in modo da poterlo erogare in brevissimo tempo”. Non solo. “Proporrò un allargamento del Reddito di cittadinanza prevedendo un ‘alleggerimento’ dei requisiti d’accesso, in particolare quelli che riguardano il patrimonio immobiliare, fino al termine dell’emergenza economica”, ha detto il ministro. Per accedere al Rem basterebbe un’autocertificazione . I controlli verrebbero in un secondo momento. C’è il discorso del lavoro nero. “Ma in questo momento eccezionale serve un sostegno per tutti”, dicono Catalfo e il viceministro dem al Mef Antonio Misiani.

Ancora una volta verrebbe utilizzato il canale dell’Inps. Si pensa di accreditare i soldi direttamente sui conti dei beneficiari, ma il pagamento potrebbe arrivare, in alternativa, tramite la carta del reddito di cittadinanza. Allo studio anche aiuti alle famiglie attraverso il pagamento di affitti e bollette di chi è in difficoltà. Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris parla di reddito di quarantena “che deve andare nelle tasche di tutti superando i limiti del reddito di cittadinanza”.

OPPOSIZIONI IN RITIRATA. E le opposizioni? Contro il reddito universale proposto da Grillo si dichiara Forza Italia ma poi, con Anna Maria Bernini, sostiene che “garantire a tutti un sussidio provvisorio di sopravvivenza è sacrosanto”. E anche Giorgia Meloni, che fieramente criticava il Rdc, adesso propone di dare “subito 1000 euro con un semplice click a chiunque ne faccia richiesta (meglio online) direttamente alla propria banca”. Rinviando a dopo le verifiche. Matteo Salvini a parole continua a bocciare (come Matteo Renzi) la misura bandiera dei suoi ex alleati, poi nel palermitano i consiglieri della Lega, criticando i fondi stanziati dal governo, si interrogano su che fine fanno quanti sono rimasti senza reddito a causa del coronavirus, e non percepiscono il reddito di cittadinanza. E ancora: se sono soprattutto i sindaci leghisti e alcuni governatori del centrodestra a polemizzare sui 400 milioni stanziati dal governo, come prima risposta per l’emergenza alimentare, c’è chi come il sindaco di Bergamo Giorgio Gori si è già organizzato con i buoni spesa da erogare.