Trend ancora in calo. Diminuiscono i decessi e i contagi da Coronavirus. Aumentano i guariti. La Protezione civile: “Momento delicato. Non bisogna abbassare la guardia”

di Fabrizio Colarieti
Cronaca

Il momento è delicato. Sono giorni cruciali. In Italia, il secondo Paese al mondo più colpito dal Covid-19, dicono dall’Oms e dalla Protezione civile, tra qualche giorno l’epidemia potrebbe arrivare a toccare il picco, cioè il punto in cui la curva dei contagi, che da un mese tiene tutti con il fiato sospeso, inizierà a scendere. Per il momento, stando all’ultimo bilancio reso noto questa sera dalla Dipartimento della Protezione civile, ma non dal suo capo, Angelo Borrelli, da questa mattina a casa con la febbre, i malati sono 57.521. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto quota 74.386 (mappa aggiornata).

Il dato più importante è il trend che per il quarto giorno consecutivo è in calo, sia per quanto riguarda le vittime (+683 rispetto a martedì quando erano 743, per 7.503 decessi complessivi) sia per i nuovi casi di positività (+3.491 a fronte dei 3.612 di martedì). Ad aumentare, e va bene così, sono anche i pazienti guariti: 1.036 in più (martedì erano 894) per un totale di 9.362. I malati più gravi e in terapia intensiva sono 3.489 (93 in più rispetto a martedì), di questi 1.236 sono in Lombardia. Degli oltre 57mila contagiati, 23.112 sono ricoverati con sintomi e 30.920 sono in isolamento domiciliare.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 20.591 in Lombardia, 8.256 in Emilia-Romagna, 5.745 in Veneto, 5.556 in Piemonte, 2.639 nelle Marche, 2.776 in Toscana, 1.826 in Liguria, 1.675 nel Lazio, 1.072 in Campania, 1.058 nella Provincia autonoma di Trento, 1.023 in Puglia, 911 in Friuli Venezia Giulia, 748 nella Provincia autonoma di Bolzano, 936 in Sicilia, 738 in Abruzzo, 686 in Umbria, 375 in Valle d’Aosta, 412 in Sardegna, 333 in Calabria, 112 in Basilicata e 53 in Molise.

“Viviamo una fase di apparente stabilizzazione – ha spiegato il vice direttore della Protezione Civile, Agostino Miozzo (nella foto) – e crediamo che il numero di persone infette sia coerente con il trend: questo ci fa pensare che è indispensabile, se vogliamo vedere la curva stabilizzarsi e poi decrescere, mantenere le rigorose misure di contenimento e di distanziamento sociale. E’ un momento delicato, non bisogna abbassare la guardia altrimenti la curva potrebbe risalire”.

Della stessa opinione anche l’Organizzazione mondiale della Sanità, che, sempre oggi, a proposito dell’emergenza in corso in Italia, ha detto che il “rallentamento delle velocità di crescita (dei contagi, ndr) è un fattore estremamente positivo, in alcune regioni credo che siamo vicini al punto di caduta della curva stessa, quindi il picco potrebbe essere raggiunto in questa settimana e poi cadere”. “Credo che questa settimana ed i primi giorni della prossima – ha aggiunto il direttore vicario dell’Oms, Ranieri Guerra, parlando a Radio Capital – perché saranno i momenti in cui i provvedimenti del governo di 15-20 giorni fa dovrebbero trovare effetto, efficacia e impatto, quindi quello che ci si aspetta e di veder cadere la curva in maniera più rapida nel giro di questi 5-6 giorni”.

Prosegue il potenziamento delle strutture sanitarie, soprattutto con il sostegno di altri Paesi. “Voglio segnalare – ha detto il direttore operativo della Protezione civile, Luigi d’Angelo – il grande contributo che sta dando la Germania. Altri pazienti verranno trasferiti nelle prossime giornate sia con mezzi della nostra Aeronautica sia con mezzi che arriveranno dalla Germania”. D’Angelo ha spiegato, inoltre, che entro tre giorni verrà realizzato dalla Cina un ospedale da campo nelle Marche nel quale lavoreranno 50 medici, 80 infermieri e 30 tecnici cinesi, tutti esperti che hanno già operato a Wuhan.

Oggi è stato anche il giorno degli appelli da parte degli operatori sanitari, soprattutto per ottenere maggiori tutele. Nelle regioni più colpite sono oltre 5mila i camici bianchi e gli infermieri contagiati dai loro pazienti e ben 33 i medici, tra ospedalieri e di base, che hanno finora perso la vita.