Troppe apparizioni a La7, Ranucci finisce ancora nel mirino della Rai. I 5 Stelle contro TeleMeloni: “Un accanimento, che sta diventando mobbing”

"Stupito, ma mi adeguo". Così Ranucci ha commentato l'ennesimo richiamo ricevuto dai vertici Rai (troppe volte su La7)

Troppe apparizioni a La7,  Ranucci finisce ancora nel mirino della Rai. I 5 Stelle contro TeleMeloni: “Un accanimento, che sta diventando mobbing”

Nuova “letterina” dei vertici di Viale Mazzini all’indirizzo del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Stavola nella missiva i solerti capi di TeleMeloni hanno voluto ricordare al giornalista che le regole aziendali della Rai impongono a tutti i dipendenti di limitare le presenze in video e voce nonché la promozione di propri libri a “una singola partecipazione” per ogni emittente o piattaforma.

La comunicazione dei vertici Rai

Nella comunicazione interna inviata dalla Direzione Editoriale per l’Offerta Informativa “a Ranucci non è compreso alcun richiamo né provvedimento disciplinare” – sottolinea la Rai – “ma un invito al rispetto della circolare varata a gennaio 2025, dopo che il conduttore di Report nell’ultima settimana è stato ospite di tre programmi su La7: “Otto e Mezzo”, “diMartedì” e “In Altre Parole”, per promuovere il suo libro “Navigare senza paura”.

Ranucci: “Stupito, avevo avvisato. Ma mi adeguo”

“Avevo avvisato preventivamente la Rai delle trasmissioni dove sarei andato ospite per presentare il mio libro. Sono rimasto stupito, ma mi adeguo alle nuove direttive”, la risposta del giornalista, “Mi sarei aspettato piuttosto – aggiunge – una mail di congratulazioni per il premio Purgatori che ha ricevuto ieri Report e per gli ascolti raggiunti, in un testa a testa con Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio che conferma il nostro programma come prima trasmissione di informazione del prime time Rai”.

Per M5s contro il giornalista “un accanimento, che sta diventando mobbing”

“Quello che sta accadendo intorno a Ranucci ha poco a che vedere con il rispetto delle regole e molto con un accanimento, che sta diventando mobbing e che puzza lontano un miglio di censura”, il commento degli esponenti M5S in commissione di Vigilanza Rai.

“Ancora una volta la Rai sceglie di colpire sempre lo stesso bersaglio, richiamando formalismi solo quando fa comodo, mentre in altri casi si è di manica infinitamente più larga. Ranucci finisce nel mirino per aver parlato altrove, mentre ad altri è consentito intervenire senza alcun limite né richiamo. È un doppio standard evidente che mina la credibilità di questa Rai e manda un messaggio inquietante: se dai fastidio al governo non ti cacciamo direttamente ma facciamo il possibile per metterti i bastoni tra le ruote, emarginarti fino ad accompagnarti gradualmente alla porta”, aggiungono.

E concludono i pentastelalti: “Non è tutela dell’azienda, è un tentativo di ridurre la libertà e l’autonomia di una delle poche voci davvero indipendenti rimaste. Ne discuteremmo volentieri in commissione di vigilanza se non fosse ancora vergognosamente bloccata da questa maggioranza”.