Trump continua a battere cassa ma il riarmo Ue fa felice solo gli Usa

Buone notizie per Trump. Il riarmo in Ue sta spingendo l’economia americana. Sta sostenendo 195.000 posti di lavoro nel settore della difesa

Trump continua a battere cassa ma il riarmo Ue fa felice solo gli Usa

Appena pochi giorni fa Donald Trump era tornato a minacciare la Nato di ritirare gli Stati Uniti dall’Alleanza, in un clima di crescente tensione con i partner colpevoli, secondo il presidente americano, di non aver collaborato all’operazione militare di Washington contro l’Iran. L’avvertimento del commander-in-chief non è certamente nuovo ma suona più minaccioso ora, a una manciata di giorni dal vertice della Nato in Turchia del 7 e 8 luglio.

Trump continua a battere cassa ma il riarmo Ue fa felice solo gli Usa

Il presidente americano, che anche durante il suo primo mandato non ha mai fatto mistero di essere frustrato dall’atteggiamento dell’Alleanza Atlantica verso le spese per la difesa, è ancor più furioso con quasi tutti i partner occidentali che hanno rifiutato l’uso delle loro basi per la guerra contro l’Iran. Alcuni alleati della Nato – Polonia, Paesi nordici, Paesi baltici, Germania – sono “all’avanguardia”, con alcuni che hanno già raggiunto il 5% del Pil in Difesa o che dispongono di “piani credibili” per raggiungerlo a breve mentre altri alleati “sono in ritardo”, ha detto ieri l’ambasciatore Usa presso la Nato Matthew Whitaker. I principali alleati devono assumere “ruoli di guida” ed esercitare una “pressione tra pari” per incoraggiare i paesi in ritardo ad aumentare la propria spesa per la difesa, ha aggiunto. “Trump si aspetta aumenti in tempi brevi”.

Rutte tenta di sedurre Trump

Ma mentre questi appelli si moltiplicano, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, considerato non a caso l’avvocato di Trump, prova a sedurre il tycoon e a farlo ricredere con una serie di dati incontrovertibili. Il riarmo in Europa sta spingendo soprattutto l’economia americana. La spinta al riarmo dell’Europa sta sostenendo 195.000 posti di lavoro nel settore della difesa statunitense, attraverso un portafoglio di ordini provenienti da Europa e Canada pari a 300 miliardi di dollari per i prossimi due anni, ha dichiarato Rutte in un’intervista al Financial Times.

Il riarmo Ue arricchisce gli Usa

Il leader della Nato ha anche detto di aver utilizzato il suo recente viaggio negli Usa, in vista del summit ad Ankara, per affrontare le frustrazioni del pubblico statunitense e sottolineare che l’Europa sta intensificando i propri impegni di difesa. Nel corso dell’intervista Rutte ha elogiato la spesa europea per la difesa in armi statunitensi, sia per rinnovare i propri eserciti, sia per sostenere l’Ucraina attraverso il sistema di acquisto Purl.

Tuttavia, ha anche chiesto ai produttori militari sia europei che statunitensi di utilizzare l’aumento del flusso di denaro per accelerare la produzione, non per aumentare i prezzi. “Bisogna acquistare dalla base industriale della difesa, c’è un massimo a ciò che si può fare. E penso che 250 miliardi di dollari in due anni stiano raggiungendo quella capacità massima di assorbimento. Quindi è un grande successo. E dimostra al popolo americano e al presidente americano che l’Europa e il Canada si stanno impegnando di più”.

Gli acquisti strategici dagli Usa, l’affondo del M5S

Il leader della Nato ha sottolineato come i Paesi europei possano acquisire determinate capacità chiave solamente dagli Stati Uniti. “C’è una solida base industriale della difesa in Europa, che sta anche aumentando la propria produzione, ma la base industriale della difesa statunitense resta estremamente importante per la deterrenza complessiva della Nato”.

Critico il M5S. “Rutte ha proprio la faccia tosta. In una intervista rilasciata al Financial Times elenca tutti i vantaggi economici per l’economia americana che arriverebbero grazie al riarmo europeo. Ma così facendo Rutte non si rende conto di aver gettato la maschera, dimostrando ancora una volta a chi convenga davvero questa corsa al riarmo”, dichiara Danilo Della Valle, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. “Il prossimo vertice Nato di Ankara sarà uno spartiacque: il governo italiano dica no al programma europeo Safe che indebita le future generazioni di pesanti debiti di guerra e respinga al mittente le ossessive richieste di aumentare a dismisura il budget della difesa”.