Torna a salire la tensione tra Stati Uniti e Cuba. Il presidente americano Donald Trump, con nuove dichiarazioni, è tornato a minacciare un intervento contro l’isola, lanciando un duro avvertimento alla leadership cubana: “Questo è il nostro emisfero e chi lo destabilizza o minaccia gli Stati Uniti dovrà affrontarne le conseguenze”.
Parole pesanti, con cui il tycoon ha aumentato ulteriormente la pressione sulle autorità dell’Avana, richiamando anche quanto accaduto a Nicolás Maduro, catturato nel corso di un blitz a sorpresa in Venezuela.
“Come presidente, sto adottando misure decisive per questa parte del nostro emisfero, che soffre da troppo tempo, e per affrontare le minacce alla nostra sicurezza nazionale provenienti dalla regione. Sotto la mia guida, gli Stati Uniti stanno interrompendo i flussi finanziari che per anni hanno sostenuto regimi brutali in America Centrale e Meridionale, finanziando operazioni criminali e terroristiche transnazionali che minacciano il nostro Paese”, ha dichiarato Trump.
Il presidente americano ha poi rivendicato l’operazione condotta contro Maduro: “A gennaio, le straordinarie Forze Armate della nostra nazione hanno portato a termine una delle operazioni speciali più audaci e impressionanti degli ultimi decenni: la cattura e l’estradizione del narcoterrorista venezuelano Nicolás Maduro”.
Trump minaccia Cuba: “Chi sfida gli Usa ne pagherà le conseguenze”
Secondo Trump, “l’incriminazione e la rimozione di Maduro hanno inviato un messaggio chiaro ai suoi alleati socialisti all’Avana: questo è il nostro emisfero e chi lo destabilizza o minaccia gli Stati Uniti dovrà affrontarne le conseguenze”.
Il tycoon ha inoltre ricordato le nuove sanzioni imposte contro Cuba: “Ho adottato severe misure contro l’apparato militare e di intelligence cubano e contro chi gli fornisce sostegno materiale e finanziario, privando il regime delle sue risorse e impedendo alle élite di trarre profitto dalla sofferenza del popolo”.
Trump ha infine ribadito la linea dura della Casa Bianca: “L’America non tollererà uno Stato canaglia che ospita operazioni militari, di intelligence e terroristiche ostili a sole novanta miglia dal territorio statunitense. Non ci fermeremo finché il popolo cubano non riavrà la libertà per cui i suoi antenati hanno combattuto oltre cento anni fa”.