Trump snobba l’Ue ma poi chiede il suo aiuto per riaprire lo Stretto di Hormuz

Donald Trump attacca l'Ue sostenendo che non serve il suo aiuto per riaprire lo Stretto di Hormuz, ma poi chiede una mano a Macron.

Trump snobba l’Ue ma poi chiede il suo aiuto per riaprire lo Stretto di Hormuz

Prima dice di non aver bisogno di aiuto, con il suo classico orgoglio misto all’intransigenza verso l’Europa. Poi, però, cambia subito idea e dice che in realtà l’invio di navi francesi gli farebbe comodo per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Donald Trump ci ha ormai abituato a repentini cambi di idea e lo fa anche sull’intesa per la pace con l’Iran.

Il presidente Usa è arrivato a Evian-les-Bains per il G7 e ha avuto un bilaterale con il suo omologo francese, Emmanuel Macron. “Lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì”, è il primo annuncio arrivato da Trump, che assicura che non ci sarà alcun allentamento delle sanzioni all’Iran.

Trump prima attacca l’Ue, poi chiede aiuto a Macron

Poi il presidente Usa spiega che il suo Paese non ha bisogno di “molto aiuto” per riaprire lo Stretto di Hormuz. Neanche pochi secondi che il punto di vista cambia: “Tuttavia – aggiunge – non credo sia una cattiva idea avere una o due navi provenenti da alcuni Paesi, sarebbe un ottimo Paese per farlo, perché non si sa mai cosa può accadere”. Insomma, prima il solito attacco all’Europa, ma poi l’altrettanto solita richiesta di intervenire per aiutarlo.

Macron offre subito la sua disponibilità alla richiesta di Trump: “Noi siamo pronti ad avere, fin da domani, dei caccia sul posto, che possono aiutare in missioni di ricognizione”. Poi, aggiunge, “entro 48 ore possono essere dispiegate delle fregate, poi la portaerei. Insomma, siamo pronti”.

Punti poco chiari dell’intesa ce ne sono però ancora tanti e non è un caso che Macron abbia voluto sottolineare proprio una questione, quasi a stuzzicare Trump per avere rassicurazioni: “Ieri è stato firmato un importante accordo con l’Iran perché risolve la questione nucleare. Questo è un tema fondamentale per la pace in tutto il mondo”. Il presidente Usa, però, non ha fornito reali rassicurazioni.

Rassicurazioni che non arrivano neanche sul conflitto in Libano, perché per il presidente Usa rimane “un problema su cui dobbiamo lavorare, ma credo che troveremo una soluzione”. Così ora il presidente degli Stati Uniti sposta l’attenzione verso un altro scenario di guerra, sostenendo che adesso “forse possiamo fare qualcosa per l’Ucraina: credo che sia Putin che Zelensky siano disponibili”.