Umiliato da Netanyahu e dagli ayatollah, sullโ€™Iran Trump รจ in balia degli eventi

Umiliato da Netanyahu e dagli ayatollah, sullโ€™Iran Trump รจ in balia degli eventi e rischia di venire nuovamente trascinato in guerra

Umiliato da Netanyahu e dagli ayatollah, sullโ€™Iran Trump รจ in balia degli eventi

Se Donald Trump voleva aumentare il proprio prestigio e rafforzare lโ€™immagine degli Usa, allora si puรฒ tranquillamente parlare di una missione fallita. Il presidente americano, che da mesi cerca una exit strategy dal conflitto con lโ€™Iran, sembra essere sempre piรน in balia degli eventi. Del resto, quotidianamente, le altre parti in causa, lโ€™Iran di Mojtaba Khamenei e Israele di Benjamin Netanyahu, non fanno altro che smentirlo, talvolta arrivando quasi a umiliarlo.

Trump smentito su tutta la linea

Con un copione che continua a ripetersi, anche ieri il presidente americano ha dovuto subire le iniziative altrui. Una giornata iniziata con le parole del leader di Washington che, davanti ai cronisti che da giorni manifestano dubbi su chi stia realmente uscendo vincitore dal conflitto, ha dichiarato che โ€œlโ€™Iran ha accettato pienamente e completamenteโ€ ispezioni nucleari โ€œal massimo livelloโ€ e per un periodo di tempo โ€œillimitatoโ€. Se fosse davvero cosรฌ, Trump sarebbe quantomeno riuscito a ottenere un accordo sul nucleare simile a quello raggiunto da Barack Obama. Una tesi sostenuta con forza, tanto che il leader ha aggiunto che, in caso contrario, โ€œnon ci sarebbero neanche i negoziatiโ€ di pace.

Peccato che questa ricostruzione sia stata smentita dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, secondo cui i tecnici dellโ€™Agenzia Internazionale per lโ€™Energia Atomica (Aiea) โ€œnon potranno effettuare alcuna ispezione negli impianti nucleari danneggiati durante le ostilitร โ€. Ma il leader della Casa Bianca, sempre per presentare lโ€™intesa come un suo successo, quando invece รจ evidente che lโ€™accordo sembra favorire soprattutto lโ€™Iran, ha sostenuto che gli ayatollah abbiano accettato la riapertura โ€œtotale e incondizionataโ€ dello Stretto di Hormuz.

Giร  solo descrivere questo punto come un successo appare difficile, considerando che lo Stretto era stato chiuso proprio a causa della guerra. Ma anche in questo caso la realtร  sembrerebbe diversa da come la racconta il tycoon. Il capo negoziatore della delegazione iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha infatti ribadito che โ€œlo Stretto di Hormuz sarร  gestito dallโ€™Iran e nel pieno rispetto del diritto internazionaleโ€, aggiungendo che, insieme allโ€™Oman, verranno stabilite le regole per il futuro attraversamento, alludendo allโ€™introduzione di una forma di pedaggio destinata a rafforzare le casse del regime iraniano, proprio quello che Trump prometteva di abbattere.

Pure Netanyahu si smarca dagli Usa

Ma se sui negoziati entrambe le parti possono cercare di dipingere una situazione piรน favorevole di quanto non sia realmente, la sconfitta piรน evidente per Trump potrebbe arrivare da Netanyahu che sembra voler far saltare la tregua. Teheran continua infatti a insistere affinchรฉ il tycoon rispetti gli accordi, una richiesta che normalmente viene avanzata dalla parte vincente piรน che da quella sconfitta: tra le condizioni poste cโ€™รจ proprio lo stop alle offensive dellโ€™IDF in Libano contro i filo-iraniani di Hezbollah. Un risultato che Trump aveva piรน volte promesso di ottenere, sostenendo che โ€œNetanyahu farร  quello che gli dirรฒ di fareโ€.

Ma anche in questo caso รจ arrivata la risposta, garbata ma ferma, del leader israeliano: โ€œApprezzo molto il sostegno che abbiamo ricevuto, e che mi sono assicurato nel corso degli anni, dai nostri amici americani. Ma oggi dico: abbiamo bisogno di un nostro sistema indipendente di produzione di armiโ€. Il motivo degli investimenti nei sistemi dโ€™arma lo spiega lo stesso Bibi: โ€œOra ci stiamo confrontando con lโ€™Iran e i suoi alleati. Li abbiamo colpiti duramente. Non รจ ancora finita, ma dipende dalla nostra forzaโ€.

Parole inequivocabili con cui Israele rivendica il diritto a smarcarsi dagli Usa, continuando a colpire in Libano e, forse, preparandosi a una nuova fase di ostilitร  con Teheran. Con buona pace di Trump, che nella crisi mediorientale, invece di trovare la propria consacrazione come leader internazionale, sembra essere andato incontro a una pesante battuta dโ€™arresto, i cui effetti sullโ€™influenza americana e sullโ€™intero Occidente potrebbero durare per anni.