L’Isis colpisce la Turchia al cuore. Kamikaze si fa esplodere nel quartiere turistico di Istanbul: dieci vittime. Nove sono tedesche

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Torna il terrore in Turchia. Un kamikaze si è fatto esplodere ad Istanbul, nel quartiere storico di Sultanameth, molto frequentato da turisti. Infatti, tra le dieci persone morte nell’esplosione, ben nove erano tedesche. Secondo il premier Recep Erdogan a compiere la strage è stato uno jihadista siriano di 28 anni. Insomma, gli uomini dello Stato islamico per ora vincono. La Coalizione a guida americana non si è rivelata all’altezza della propria missione. I bombardamenti contro le postazioni jihadiste sono stati inefficaci e spesso sono anche stati condotti male, come hanno raccontato con tono amareggiato gli stessi peshmerga curdi. Dall’altra parte, invece, c’è la coalizione a guida russa che unisce l’intera mezzaluna sciita. Un nemico e due forze che lo combattono. Erdogan si è proposto come guida contro l’Isis: “O con me o contro di me”. Intanto, però, i terroristi continuano a vincere.

LA STRATEGIA
La loro strategia del terrore continua a vincere. La mattanza di oggi, infatti, è chiaramente mirata a mettere in ginocchio l’economia turca, visto che la piazza luogo dell’attentato è il principale punto turistico della metropoli turca, perché ospita, tra le altre cose, il complesso della Moschea Blu e di Santa Sofia, visitato ogni anno da milioni di turisti. Il settore turistico, inoltre, è una risorsa di grande importanza per l’economia turca. La Turchia, infatti, è la sesta destinazione turistica più popolare al mondo, dal 2002 al 2014 le sue visite sono aumentate del 200%, raggiungendo quasi i 40 milioni di visitatori, il turismo ha contribuito al pil turco per 34 miliardi di dollari nel 2014 e l’entità dei danni dell’attacco di ieri mattina non tarderà a essere stimata. Ma non è la prima volta che l’Isis prende di mira il turismo turco. Infatti la strage di ieri è arrivata dopo i due sanguinosi attacchi sferrati in Turchia dallo scorso luglio, rivendicati dall’Isis ma per i quali le autorità turche hanno a lungo puntato anche il dito contro i ribelli curdi. Il 10 ottobre scorso, durante una manifestazione per la pace ad Ankara, in un attacco sferrato da due kamikaze più di cento persone restano uccise e 245 ferite. L’attentato terroristico, il più grave nella storia della Turchia moderna, è stato messo a segno vicino alla stazione centrale poco prima dell’inizio della manifestazione organizzata da sindacati e ong, a cui partecipavano diversi partiti d’opposizione, primo tra tutti il curdo Hdp. Tre mesi prima, il 20 luglio, un attentatore suicida si è fatto saltare in aria a Suruc, cittadina turca sul confine con la Siria, uccidendo almeno 30 giovani attivisti che volevano superare il confine per contribuire alla ricostruzione di Kobane.

GLI ARRESTI
Intanto la polizia ha arrestato 16 presunti terroristi dello Stato islamico ad Ankara. Gli arrestati sono un cittadino turco e 15 siriani, che preparavano attentati di alto profilo contro edifici pubblici, come hanno aggiunto le fonti della polizia citate dall’agenzia Anadolu.

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di Gaetano Pedullà

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