Tutti nella rete di ItaliaCamp

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di Stefano Sansonetti

Ormai chiamarlo pensatoio è riduttivo. In ballo ci sono un’associazione, una fondazione per raccogliere fondi e adesso anche una società di consulenza per fare un altro po’ di soldi. Benvenuti nel mondo sempre più eterogeneo di ItaliaCamp, think tank nato nel 2010 come associazione presieduta dall’attuale viceministro dello Sviluppo economico Antonio Catricalà. Lo slogan è non poco ambizioso: “invertire la tendenza”, con chiaro riferimento alla situazione non proprio rosea che ormai da troppi anni sta vivendo il paese. Peccato che dietro il “vulcano” di idee di ItaliaCamp ci siano ampi pezzi di quella classe dirigente che nell’Italia della crisi ha avuto una bella voce in capitolo, ahimè senza troppi successi. Ancora oggi presidente onorario dell’associazione è Catricalà.

L’elenco
Ma il bello arriva con la fondazione ItaliaCamp, nata nel 2011 per sostenere i progetti della struttura “gemella”. Qui il presidente onorario è l’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, affiancato da organi in cui siedono tutti i top manager dei gruppi che a vario titolo sostengono la fondazione. Come soci abbiamo Enel Green Power, Ferrovie dello Stato, Inps, Invitalia, Poste italiane, Rcs, Sisal, Terna, Unipol e Wind. In qualità di partner troviamo Alitalia, Axa, Eni, Expo e TotalErg. Senza contare che la stessa fondazione vanta il patrocinio della presidenza del consiglio e del Consiglio nazionale delle ricerche. E così all’interno del suo comitato di indirizzo compaiono personaggi come Maximo Ibarra (Wind), Carlo Cimbri (Unipol), Terna (Flavio Cattaneo), Augusto Fantozzi (Sisal), Pietro Scott Jovane (Rcs), Luigi Nicolais (Consiglio nazionale delle ricerche), Domenico Arcuri (Invitalia), Massimo Sarmi (Posta), Francesco Starace (Enel Green Power), Antonio Mastrapasqua (Inps), Mauro Moretti (Fs). A questi si aggiunge Pier Luigi Celli, che è anche presidente del cda della fondazione, oltre a essere stato direttore generale della Luiss. Insomma, davvero un bella concentrazione di manager pubblici e privati, che ogni tanto dà vita a situazioni non proprio eleganti da un punto di vista istituzionale. Si pensi a Invitalia, la società pubblica guidata da Arcuri che sostiene ItaliaCamp. Ebbene, pur essendo controllata dal Tesoro, Invitalia agisce come ente strumentale di quel ministero dello Sviluppo ai cui vertici c’è proprio Catricalà, presidente di ItaliaCamp. Che poi i progetti partoriti finora dal pensatoio non sempre sono stati un successo. Il network, tanto per fare un esempio, si era segnalato qualche anno fa per aver lanciato la proposta della srl a 1 euro riservata agli under 35. Piano affascinante, che nella pratica però non ha dato grandi soddisfazioni. Adesso, invece, si punta addirittura alla Borsa di New York, dove il prossimo 26 febbraio ItaliaCamp (all’interno della missione ribattezzata UsaCamp) presenterà alcune start up vincitrici del concorso “la tua idea per il paese”.

Nuovi affari in vista
L’ultima in ordine di arrivo, invece, è ItaliaCamp srl, nata poco più di un anno fa con l’obiettivo di svolgere attività di consulenza. A guidarla, in qualità di ad, è stato chiamato Luigi Mastrobuono, ex capo dipartimento imprese ed ex capo di gabinetto allo Sviluppo economico ai tempi di Claudio Scajola e ora direttore generale di Confagricoltura. La sede della società, curiosamente, è stata fissata in viale Pola, a Roma, allo stesso civico dove ha sede la Luiss. Del resto quelli tra ItaliaCamp e l’ateneo confindustriale sembrano legami più che solidi: non soltanto dalla Luiss viene Celli, come detto presidente del cda della fondazione Italiacamp, ma la stessa università è tra i partner accademici dell’associazione ItaliaCamp. Il tutto in buona compagnia, perché accanto alla Luiss, e a numerose università pubbliche, ci sono come partner anche la Bocconi e il Campus Biomedico, molto vicino all’Opus Dei. Insomma, un salottino dei poteri che, per il momento, cerca di non farsi mancare niente.