Tutto liscio alla Camera per il dl lavoro

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dalla Redazione

Dopo la fiducia, alla Camera ha avuto esito favorevole anche la votazione finale sul dl lavoro, con 263 voti a favore,  161 contrari e un astenuto. Il testo passa ora all’esame del Senato. Tutti i deputati di M5S alzano nell’Aula della Camera le braccia incatenate e mostrano la scritta “schiavi moderni” durante le dichiarazioni di voto finali sul dl lavoro. La presidente Laura Boldrini ha ordinato la rimozione da parte dei commessi. Il testo, dopo la mediazione del ministro Poletti, dovrebbe subire alcune modifiche a Palazzo Madama.

“Nello spirito di lealtà voteremo il dl lavoro: ma diciamo da subito che al Senato il testo deve essere corretto” ha detto in Aula Nunzia De Girolamo ribadendo la posizione di Ncd nel corso delle dichiarazioni di voto. “Il Dl Poletti – sostiene De Girolamo – va nella direzione giusta ma non ci convincono affatto le strambate delle ultime ore che hanno portato in Aula un testo completamente diverso da quello approvato dal Consiglio dei ministri, con modifiche che riportano ai tempi di una palude da noi tanto avversata. Facciamo tutto alla luce del sole ma il nostro mestiere è portare i nostri valori liberali in un governo che vuole essere riformista e liberale. Il tempo dei totem ideologici è finito. Bisogna fare i conti con la realtà, che non ha niente a che fare con le ideologie del muro di Berlino. Flessibilità non vuol dire precarietà”, conclude l’esponente di Ncd.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio difende il provvedimento come fondamentale per frenare la disoccupazione in Italia: “E’ quello che chiedono le imprese – ha detto a Radio Vaticana – più flessibilità, e nello stesso tempo vanno garantiti i diritti dei lavoratori specialmente dei precari, meno burocrazia possono consentire alle imprese di assumere con più facilità”. “Confidiamo molto – ha aggiunto – nel decollo dell’apprendistato, che in tanti Paesi è la vera porta d’ingresso nel mondo del lavoro stabile e sicuro e che in Italia, purtroppo, è ancora troppo poco sfruttato”.

E’ attesa intanto per oggi la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul decreto Irpef: previsto un bonus di 80 euro al mese per i redditi entro i 24.000 euro. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è stato ricevuto al Colle. L’incontro al Quirinale tra Napolitano e il ministro è servito – si è appreso – per ulteriori chiarimenti ed uno scambio di opinioni sul decreto Irpef sottoposto alla firma del capo dello Stato.