Ucciso ad Aleppo, in Siria, il portavoce dello Stato Islamico Al Adnani. Era l’ispiratore dei lupi solitari

dalla Redazione
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Ucciso vicino Aleppo, nel nord della Siria, il portavoce dello Stato Islamico, Abu Mohammad Al Adnani. La notizia è stata data dal Califfato stesso confermando l’uccisione di Taha Falah,  questo il vero nome di Al Adnani. Definirlo il portavoce è però riduttivo visto che Al Adnani si è reso responsabile di alcuni attacchi all’estero, oltre ad aver ispirato diversi “lupi solitari”. Colpito così un altro esponente della vecchia e storica guardia del Califfato. L’agenzia Amaq rivela che Al Adnani è stato ammazzato mentre era in ricognizione nella zona circostante Aleppo, dove la battaglia si è inferocita. Ad ucciderlo potrebbero essere stati gli Stati Uniti, visto che nella serata di ieri la Difesa degli Stati Uniti ha fatto sapere di un attacco contro un “importante leader” dello Stato Islamico in Siria nella zona di Al Bab, nel governatorato di Aleppo.

CHI ERA AL ADNANI – La rete di relazioni di Al Adnani viene costruita proprio in Siria. Quella di Al Adnani è una strategia basata sulla comunicazione fatta di video terrificanti e propaganda terroristica. Al Adnani pronunciò il 22 settembre 2014 il manifesto della “chiamata alle armi” dei lupi solitari con una dichiarazione audio di 42 minuti. Molti degli attacchi rivendicati dall’Is sono stati ispirati proprio da questa dichiarazione di Al Adnani. Nato nel 1977 a Idlib, in Siria, Al Adnaniha prestato giuramento ad Al Zarqawi, leader dello Stato Islamico in Iraq. Poi la nascita dell’Isis dopo l’intervento americano contro Saddam Hussein nel 2003. Al Adnani, carcerato da Assad, era già fuggito dalla Siria. Successivamente si è stabilito in Iraq dove è stato arrestato due volte dalle forze della Coalizione. Uscito si è stabilito in Siria.