Un ricorso può rivoluzionare la Regione Abruzzo. Contestata in Cassazione l’elezione di una consigliera Udc. La Lega spera

di Maria Trozzi
Politica

Scenari apocalittici quelli annunciati per la politica abruzzese da un ricorso in Cassazione che potrebbe cambiare volto al consiglio regionale, mettendo fuori la consigliera Marianna Scoccia, dall’Udc appena passata all’opposizione e vicina a Italia viva. Se fosse accolto il ricorso, un effetto domino farebbe sparire l’Unione di centro dalla Regione e cambierebbe fisionomia alla maggioranza trainata dal presidente sovranista Marco Marsilio (FdI).

Effetti collaterali? Un Centrodestra sbilanciato se le porte dell’emiciclo si aprissero alla leghista Carla Ricci. A fare la differenza sulla raffica di contestazioni dei non eletti alle regionali 2019 è Loreta Ricci, elettrice marsicana assistita dall’avvocato Walter Feliciani, che chiede di cancellare gli oltre 17mila voti dell’Udc perché non avrebbe raccolto le 6mila firme necessarie per presentarsi alle elezioni. Esonero che l’Udc giustifica identificandosi come gruppo parlamentare, ma il partito risulterebbe componente di un gruppo misto Noi con L’Italia-Usei con Maurizio Lupi come unico parlamentare.

Se fosse accolto, la Lega in Regione raggiungerebbe quota 11 consiglieri e tutto l’assetto andrebbe rivisto rispetto alla suddivisione data dall’ufficio elettorale all’esito delle regionali per le liste collegate a Marsilio. Per FI, Emilio Iampieri subentrerebbe a Mauro Febbo o al presidente del consiglio, Lorenzo Sospiri. Lo scranno di Azione politica scatterebbe a Chieti per Gianni Bellisario, al posto di Roberto Santangelo. Ribaltoni clamorosi e sparizioni.