Un uomo solo tra tanti flop in Rai. Campo Dall’Orto ignorato da Padoan sui compensi alle star

Lo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, se fosse ancora vivo, sarebbe molto contento. Finalmente avrebbe fra le mani il nome giusto per uno dei suoi migliori romanzi, “La Solitudine del manager”, visto che il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, è diventato il manager più solo dell’universo renziano. In pratica lo hanno abbandonato tutti. A partire dal capo del governo, Matteo Renzi, che ha deciso di mollare il guinzaglio dei suoi, ai quali aveva imposto il low profile sulla Rai. Dopo le ultime scivolate, dalla pubblicazione dei compensi rivelatosi un boomerang ai continui flop dei programmi, i deputati Dem hanno ottenuto la licenza di colpire. E lo fanno senza nessun timore. A partire dalla punta di diamante Michele Anzaldi, diventato il vero fustigatore dell’emittente pubblica. Per non dire del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che non ha ancora risposto alle missive inviate al Mef da Viale Mazzini in merito al tetto dei 240 mila euro da applicare a tutti, comprese le star del piccolo schermo.

Oggi Campo Dall’Orto affronterà il Cda, già sul piede di guerra, con una consulenza legale che sostiene la linea della Rai, il tetto non si applica agli artisti, ma gli amministratori sono pronti a cestinare il documento. Un parere legale contro una legge pubblicata in gazzetta Ufficiale e come una cerbottana contro un carrarmato. E lo stesso board aziendale è determinato a far applicare la norma contenuta nel decreto sull’editoria, non volendo incorrere in sanzioni legali e amministrative, come è già avvenuto in passato.

A rendere ancor più solitaria la posizione di Cdo contribuisce l’azione di disturbo  avviata dal presidente della Rai, Monica Maggioni, che sta lavorando per il suo futuro che non prevede la presenza in Rai dell’attuale direttore generale. L’ex direttore di Rai News, ufficialmente sostiene il direttore generale, in realtà gli lavora contro, tanto da aver creato un asse forte con il presidente della Commissione di Vigilanza, Roberto Fico. L’esponente grillino è diventato il miglior alleato della Maggioni mentre il consigliere sostenuto dai pentastellati, Carlo Freccero, si è ritrovato a fare il lupo solitario nella sua battaglia per rendere la tv pubblica un’ azienda normale. Una missione che a molti pare impossibile.