Il 31% delle imprese ha già adottato o sta sperimentando soluzioni di intelligenza artificiale, con una crescita evidente rispetto al 19% registrato nel 2025. Eppure, la diffusione tecnologica non corrisponde ancora a un adeguato sviluppo delle competenze: l’85% delle imprese con AI ha avviato o sta progettando percorsi formativi dedicati, ma solo il 19% ha percorsi strutturati e continuativi. Il 48% si ferma a iniziative occasionali o pilota.
Ma soprattutto il 46% dei dipendenti non ha ricevuto alcuna formazione specifica sull’AI e quasi la metà delle imprese (il 44%) non prevede di effettuare investimenti in ambito formativo nei prossimi 12/24 mesi, evidenziando la persistenza di un disallineamento tra adozione dell’innovazione e sviluppo del capitale umano. Sono questi alcuni dei principali dati emersi dal terzo rapporto di Look4ward, l’Osservatorio permanente sull’evoluzione delle competenze, promosso da Intesa Sanpaolo in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli.
Cresce la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle imprese
La diffusione dell’intelligenza artificiale sta quindi crescendo e aprendo nuove opportunità di evoluzione, ma questo processo non viene ancora accompagnato e valorizzato in maniera adeguata. Scopo della ricerca “EDUNext – Nuovi scenari per l’Education e le competenze nell’era dell’AI” è quello di comprendere come l’intelligenza artificiale stia trasformando il modo in cui apprendiamo, lavoriamo e sviluppiamo competenze. All’interno della ricerca è stata condotta un’analisi empirica, soprattutto sugli studenti, per approfondire l’impatto dell’AI sui processi cognitivi: nei compiti a bassa complessità, l’assenza di supporto tecnologico favorisce coinvolgimento, apprendimento e motivazione. Invece, nei compiti ad alta complessità, l’AI è un supporto efficace e in grado di ridurre il carico cognitivo e migliorare la qualità delle decisioni.