Uno per Toti, Toti per uno. Il governatore della Liguria ci riprova: “serve costituente e talent politico con Fratelli d’Italia e liste civiche”. Ma la Meloni lo snobba

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Nuovo durissimo affondo di Giovanni Toti contro Forza Italia. Un affondo che fa discutere specie se si considera che arriva all’indomani delle polemiche sulla “scalata” di Mara Carfagna al partito. “Noto con piacere che, a forza di scossoni, un dibattito nel centrodestra su come tornare ad essere competitivi si e’ finalmente aperto. Ma non vorrei ci fosse un equivoco. Ho letto l’amico Paolo Romani sul Corriere, come altri interventi di autorevoli colleghi, e spero che l’idea di fondo non sia la ristrutturazione di Forza Italia con un’imbiancata alle pareti e un po’ d’aria fresca rappresentata da quattro facce quasi nuove in un organigramma”. Così il governatore della Liguria un’intervista al Corriere della Sera, Toti. “Chi rischia di aiutare Salvini ad avere totale campo libero sono proprio quelli che lo attaccano perché ‘vuole cancellarci’ e poi non fanno nulla per costruire un’alternativa, nel centrodestra, che ci renda un alleato necessario, importante, decisivo, non un mero satellite”.

“FI, FdI, tutte le liste civiche che sono uscite dai partiti e hanno una loro forza autonoma, i movimenti, le associazioni, i singoli, senza bisogno di tessere, partecipino ad una assemblea costituente subito dopo le Europee, per arrivare ad un confronto sulle idee e su regole che portino presto, già in autunno, a primarie o come vogliamo chiamarle che aprano una sfida democratica – spiega Toti -. Serve un nuovo atto fondativo, con idee innovative: qui si parla ancora di flat tax, oggi economicamente insostenibile, o di legge Fornero, e non di come rilanciare un’economia ferma, di opere pubbliche, di edilizia da incentivare anche privata, di abbassamento del costo del lavoro”.

Da qui la domanda:  Crede che la Meloni e Berlusconi scioglierebbero i loro partiti? “La Meloni è stata la prima a parlarne ad Atreju. Però non si può pensare ad un allargamento di FdI ai delusi azzurri, ad una nuova Alleanza nazionale. Bisogna andare oltre, anche come linea politica: io non penso che il sovranismo del ‘piccolo e chiuso’ sia migliore di un Paese che cresce con il ‘grande e aperto’. Se ci si mette assieme bisogna trovare una piattaforma comune e smussare gli estremi, che pure hanno diritto di cittadinanza in un grande partito”, ha aggiunto Toti. “Io chiamo tutti, singolarmente, a costruire qualcosa di nuovo – ha rimarcato -. Ma la cosa che mi piacerebbe di più è che ci fosse anche Berlusconi in questo cammino. Perché da chi come lui ha avuto l’intuizione del Pdl mi aspetto la consapevolezza che serve una novità molto più profonda di quella di un maquillage di partito. Serve un talent politico, una sfida che coinvolga tanti. Non so se in autunno o il prossimo anno, ma questa esperienza di governo finirà. Non può durare. Non facciamoci trovare impreparati, diamo agli elettori il nuovo che chiedono”. E ancora: “Sono amico di Salvini e con lui vorrei allearmi, ma restando competitivo e con una mia voce, non in posizione totalmente subalterna”.

A stretto giro, però, arriva la risposta di Giorgia Meloni, tutt’altro che positiva: “Ho grande rispetto per Giovanni ma la politica di talent ne ha visti fin troppi e abbiamo visto i risultati…”.