Uno stalker. E la vita diventa un incubo

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Di Marco Castoro

Chissà perché per anni e anni le denunce di stalking fatte dalle donne, vip in primis, sono sempre state prese con una certa (troppa!) leggerezza. L’alone di scetticismo ha spesso circondato i casi. Si è pensato che fosse un modo come un altro per farsi pubblicità, una trovata per far parlare di sé. E visto che di pene per questo tipo di reato non se n’è mai parlato, ecco che gli stalker si sono moltiplicati a vista d’occhio. E oggi, anche loro, stanno contribuendo al triste fenomeno del femminicidio, al quale si cerca di metterci una pezza con leggi ad hoc e l’inasprimento delle pene.

Il video di Oxa
L’ultimo caso di Anna Oxa è soltanto la punta di un iceberg. Che ha colpito personaggi italiani ed esteri, principalmente appartenenti al mondo dello spettacolo. Ma non solo donne. Anche Richard Gere e Mel Gibson sono stati molestati da stalker. Oxa si è affidata a un video per chiedere attenzioni al problema. “Tutti i giorni c’è gente che mi insegue con la macchina, si apposta sotto casa, fa video con i cellulari, mi provoca, mi insulta, mi chiama al telefono anche 100 volte, pure di notte”, sottolinea la cantante, che poi aggiunge: “Dopo aver fatto diverse denunce, ho visto che finora sono questi individui a essere tutelati, non io”. Un’amara conclusione che la dice tutta sullo stato d’animo che assale la vittima di stalking. Le ricadute psicologiche sono molteplici. Da una sindrome post-traumatica da stress alla depressione, dall’ansia alle difficoltà nel sonno, dall’ipervigilanza all’isolamento sociale. Tutte patologie figlie della paura. Degli occhi che ti fissano. Del telefono che squilla. Dei passi che echeggiano alle spalle. Delle minacce via mail e sms.

Altri vip molestati
“Ho a che fare con una persona la cui esistenza, 24 ore al giorno, è incentrata a seguire tutti gli aspetti della mia vita, sotto forma di protezione e amore che possono trasformarsi in odio. Io sono anni che non vivo più, sono anni che non sono più nessuno”. Queste parole pronunciate dalla conduttrice Monica Leofreddi spiegano bene quanta angoscia trasmette uno stalker alla vittima. “Non auguro a nessuno quello che sto vivendo – ha aggiunto la Leofreddi – C’è una persona che da tempo mi segue ovunque, mi aspetta sotto casa ed è riuscita perfino a entrare nell’appartamento dei miei genitori facendosi passare come il mio commercialista”. Il caso più eclatante tra i divi della tv riguarda Michelle Hunziker, anche perché gli stalker che l’hanno perseguitata sono stati due. In entrambi i casi la bionda svizzera ha avuto la meglio. Il primo è stato condannato a risarcirle 10 mila euro. Il secondo è stato arrestato. L’attrice, assieme all’avvocato Giulia Bongiorno, ha fondato l’associazione Doppia Difesa, che sostiene le vittime di violenza.
Spesso il pericolo si nasconde dietro un fan o una conoscenza avvenuta per caso. Ti pedina. La incontri spesso. All’inizio sembra una coincidenza. È gentile, educato, ti fa dei pensieri carini, ti regala fiori, ti scrive letterine. Ma pochi attimi dopo che lo saluti scatta in lui l’ossessione. È adesso che può diventare pericoloso. Perché non riesce più a controllarsi. È come accecato. Nel caso di Catherine Spaak c’è stato anche un tentativo di aggressione. Addirittura l’attrice Halle Berry ha ricevuto un anello di fidanzamento. Anche Nicole Kidman ed Elisabetta Canalis hanno denunciato casi di stalking. Avere una casa da 12 milioni di dollari, con tutti i sistemi di sicurezza, non ti mette al riparo. Ne sa qualcosa Rihanna che ha dovuto cambiare casa e finire in affitto. In verità ci sono delle storie a cui si stenta a credere. Sembrano più una sceneggiatura cinematografica che un fatto vero. Come nel caso surreale di Jennifer Lopez, vittima di un uomo che dopo essere entrato nella casa dell’attrice ci ha vissuto per una settimana, scattando più foto di un reporter in guerra.

Come difendersi
La squadra mobile della questura di Roma ha messo a disposizione un numero telefonico (06 46862931) per chi subisce insulti al telefono o via sms, comportamenti ossessivi, appostamenti e pedinamenti sotto casa, alla fermata del bus, fuori dal luogo di lavoro, danneggiamenti a cose di proprietà (dalla macchina alla cassetta postale), minacce a familiari. È possibile ottenere una forma di tutela presentandosi presso un commissariato di polizia o presso una stazione dei carabinieri, raccontando quanto succede. Il molestatore verrà avvisato che – nel caso continui nel suo comportamento – rischia un procedimento penale. Non è necessario presentare querela o denuncia da parte della vittima. Altro numero utilizzabile è il 1522. È il primo passo per difendersi. Ma spesso non basta.

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