Uranio impoverito, una legge a tutela delle vittime. M5S riparte dal testo di Scanu. I risarcimenti saranno più facili

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Archiviata la stagione gialloverde, sul fronte dell’uranio impoverito sembrano archiviate anche iniziative come la relazione-shock firmata dagli ex ministri Elisabetta Trenta e Giulia Grillo, che negava il nesso di causalità tra l’esposizione a quel materiale micidiale e i tumori che hanno colpito molti militari reduci dalle missioni nei Balcani, utilizzata nei tribunali per cercare di negare i risarcimenti alle vittime. Il Movimento 5 Stelle sembra aver cambiato atteggiamento ed essere tornato alla vecchia battaglia a favore di chi, lasciato senza protezioni in Bosnia e Kosovo, si è ammalato o ha perso la vita.

Il presidente della commissione difesa della Camera, il pentastellato Gianluca Rizzo (nella foto), ha infatti ripreso la norma elaborata nella precedente legislatura dall’ex presidente della commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, Gian Piero Scanu, e ha presentato la proposta di legge, che dovrà ora essere calendarizzata e discussa. Una riforma volta a fornire maggiori garanzie ai militari che chiedono i risarcimenti per essersi ammalati al rientro da teatri operativi contaminati dall’uranio impoverito e che rafforza la sicurezza sul lavoro per quanti indossano una divisa.

Soddisfatto il presidente dell’Osservatorio militare, Domenico Leggiero, che spera ora nel sostegno del ministro della difesa, Lorenzo Guerini, per arrivare all’approvazione della legge. Lo strapotere dello Stato Maggiore, con Governi che hanno puntualmente ignorato le richieste delle vittime, potrebbe diventare solo un ricordo.

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