Urne aperte fino alle 15. Ma l’affluenza è bassa: alle 23 di ieri era al 41,65%. Occhi puntati su Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Trieste

Occhi puntati su Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Trieste. Elezioni anche in Calabria, per le regionali. E suppletive a Siena e Roma-Primavalle.

Urne aperte fino alle 15. Ma l’affluenza è bassa: alle 23 di ieri era al 41,65%. Occhi puntati su Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Trieste

Urne aperte fino alle 15. L’affluenza alle elezioni amministrative alle 23 del 3 ottobre è al 41,65%, secondo quanto rende noto il Viminale (qui lo speciale elezioni ), quando sono disponibili i dati di tutti i 1.153 Comuni  (sui 1.192 in cui si vota) monitorati dal ministero dell’Interno. Nel 2016, l’affluenza era stata alla stessa ora del 61,49%, ma si votava in un giorno solo.

In totale, in Italia, sono chiamati a votare oltre 12 milioni di cittadini (leggi l’articolo). I seggi resteranno fino alle 15. Sei i capoluoghi di Regione coinvolti: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste. Si vota anche a Benevento, Carbonia, Caserta, Cosenza, Grosseto, Isernia, Latina, Novara, Pordenone, Ravenna, Rimini, Salerno, Savona e Varese. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci, che riguarda solo i 119 Comuni interessati dal voto con più di 15mila abitanti, si svolgerà domenica 17 e lunedì 18 ottobre.

In corso anche le elezioni regionali in Calabria per il presidente di Regione (a turno unico). Inoltre, si vota anche alle elezioni suppletive per la Camera dei Deputati in due collegi uninominali: a Siena, dove il segretario del Pd Enrico Letta (leggi l’articolo) corre per il posto lasciato libero da Piercarlo Padoan (andato alla presidenza di Unicredit), e Roma-Primavalle (203mila gli aventi diritto al voto), per il posto lasciato libero da Emanuela Del Re, nominata rappresentante speciale dell’Ue in Sahel.

Le sfide clou sono a Roma, la Capitale d’Italia e a Milano, la “capitale” economica, ma anche altre importanti città sono chiamate al voto domani e lunedì: Torino, Bologna, Napoli, ben 14 capoluoghi di provincia e 1.192 comuni in cui si vota per eleggere sindaco e consiglio comunale.

A Roma, dove le liste presentate sono complessivamente 39, sei delle quali a sostegno della sindaca uscente Virginia Raggi. A sfidarla saranno l’ex ministro dell’Economia, il dem Roberto Gualtieri (7 liste), Enrico Michetti (centrodestra) e il leader di Azione, Carlo Calenda con una sola lista.

A Milano il sindaco Beppe Sala, sostenuto da otto liste, dovrà vedersela con Luca Bernardo per il centrodestra e con la manager Layla Pavone per il M5S. Tra i candidati anche anche un no vax della lista del Movimento 3V. La capolista della Lega è la presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca, quello di FdI è il giornalista Vittorio Feltri.

A Napoli Complessivamente sono sette i candidati sindaco: oltre a Gaetano Manfredi (Pd e M5s) e Catello Maresca, c’è Antonio Bassolino e Matteo Brambilla (dissidenti 5s). Non manca un aspirante primo cittadino del movimento 3V, area no vax e no Green pass.

Diciannove le liste presentate a Bologna, a sostegno di otto candidati. Matteo Lepore, sostenuto da Pd e 5s, schiera, oltre alla sardina Mattia Santori, la prof di Patrick ZakiRita Monticelli. L’avversario di centrodestra è Fabio Battistini. Il candidato Andrea Tosatto è sostenuto da 3V – Verità libertà.

A Torino le liste sono 30 a sostegno di 13 candidati sindaco, tra cui Stefano Lo Russo per il centrosinistra, Paolo Damilano per il centrodestra e Valentina Sganga per il M5s. Tra le altre, anche qui spunta la 3V per la libertà vaccinale.