Quando di mezzo c’è Donald Trump tutto è possibile. Anche che i colloqui tra Usa e Iran alla fine saltino. Ma, al momento, tutto sembra confermato per il nuovo round di negoziati, che inizierà oggi a mezzogiorno (ora di Islamabad) in Pakistan. Trump è ottimista ed è sicuro che oggi sarà firmato l’accordo con Teheran, altrimenti minaccia che cadranno “molte bombe” sull’Iran. Che, da parte sua, ha avuto dubbi sulla partecipazione ai colloqui dopo la cattura di un’imbarcazione che tentava di passare lo Stretto di Hormuz. Proprio lo Stretto è uno dei punti su cui le distanze restano maggiori, così come sul nucleare.
Usa-Iran, confermati i nuovi negoziati in Pakistan
Per ora, però, è tutto confermato: dopo il New York Times, anche Al Jazeera riferisce che il secondo round di negoziati ci sarà. Il vicepresidente Usa, JD Vance, è partito ieri, come annunciato da Trump. La tregua scadrà mercoledì, in realtà un giorno dopo rispetto a quanto inizialmente previsto. Ma un’estensione del cessate il fuoco viene esclusa da Trump: se non ci sarà l’intesa riprenderanno i combattimenti, dice di fatto a Bloomberg.
Teheran torna intanto ad accusare gli Usa di volere la “resa”, mentre il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, minaccia l’Iran sostenendo che “il lavoro non è finito”. E intanto Israele è tornato a violare il cessate il fuoco, colpendo diverse città nel sud del Libano. Proprio tra Israele e Libano, come confermato dagli Stati Uniti, i colloqui riprenderanno a Washington giovedì per un nuovo confronto a livello di ambasciatori.