Secondo vari esperti di geopolitica, l’America è già perdente nella guerra con l’Iran. È un’opinione realistica?
Maria Corsini
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Gentile lettrice, non servono grandi specialisti per capire che l’Iran esce rafforzato, e Usa e Israele indeboliti. Se neanche coalizzati questi due riescono a piegare l’Iran, tutti i Paesi arabi del Golfo dovranno tremare. Sembra che l’Arabia Saudita, con la mediazione pakistana, abbia fatto patti segreti con Teheran. I galletti sono Emirati, Bahrein e Kuwait, ma dovranno chinare la cresta. Le basi americane nel Golfo non saranno smantellate, ma i Paesi ospitanti (specie Arabia, Qatar e Oman) ora ci penseranno due volte prima di concedere l’uso di spazio aereo contro l’Iran. Il rapporto strategico tra Usa e monarchie del Golfo esce duramente ammaccato: le basi dovevano proteggere quei Paesi e invece non sono riuscite a proteggere neppure se stesse, anzi sono state strapazzate. Lo Stretto di Hormuz prima era di tutti, adesso è il mare dell’Iran e chi vuole passare dovrà chiedere il permesso e forse pagare un pedaggio. In pratica, gli arabi venderanno petrolio e l’Iran incasserà una tassa sul loro petrolio (la pagheranno gli europei). Israele che non vince nemmeno con l’intervento diretto degli Usa, esce dalla guerra umiliato e ridimensionato. Faceva il prepotente e aspirava ad annettere territori per il Grande Israele, ma è stato preso a schiaffi, cioè a missilate e dronate, da un Paese pur impoverito da 47 anni di sanzioni. Insomma, comunque si concluda la stupida guerra di Trump e Netanyahu, siamo alla peggiore disfatta strategica di sempre per gli Stati Uniti d’Israele.
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