Tra le sue tante relazioni lampo, Matteo Salvini potrà ora aggiungere anche il matrimonio con il generale fan della X Mas, Roberto Vannacci. Una relazione durata meno di due anni. Dopo mesi di tira e molla – come in ogni relazione che si rispetti – ieri è arrivato lo strappo ufficiale tra l’ex militare e la Lega.
La “dichiarazione di indipendenza” di Vannacci
“Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci”, ha marzialmente dichiarato Vannacci, eletto eurodeputato del Carroccio con 500mila preferenze, che, in attesa di concentrarsi sul suo nuovo partito Futuro nazionale (aveva depositato il simbolo il 24 gennaio), a Strasburgo confluirà nel gruppo misto, visto che i Patrioti hanno votato all’unanimità per la sua espulsione.
La sfida di Futuro nazionale? “Sarà difficile, arduo, rischioso e impegnativo, così ci piace”, ha aggiunto Vannacci, assicurando che il partito avrà liste proprie alle prossime elezioni. “Saremo presenti alle politiche del 2027, nonostante gli attacchi, gli agguati e le trappole che ci tenderanno, presenti e determinanti”, assicura.
Salvini non l’ha presa affatto bene
Ma è l’altro lato della (ex)coppia quello che l’ha presa peggio. “La Lega lo aveva accolto quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo. Volevamo fare un lungo cammino insieme. Ma far parte di un partito significa soprattutto lealtà”, ha dichiarato uno sconsolato Salvini.
Che si è abbandonato alla rabbia, proprio come l’ex piantato: “D’altronde, la storia del centrodestra degli scorsi anni purtroppo ha delle persone – ricordate Fini? ‘Che fa mi cacci?’ – che escono, che pensano cambiare il mondo e aiutano la sinistra”, ha detto a “Cinque minuti” su Rai1.
Il vicepremier la butta sulla lealtà tradita dal generale
Ma è stato sui social che ha mollato ogni freno: “Far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà”, ha infatti postato. “In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni. Mentre tutti noi eravamo e siamo impegnati sui temi della sicurezza e del contrasto alla violenza ed all’immigrazione clandestina, del taglio delle tasse e della riduzione delle liste di attesa, altri alimentavano continue polemiche. Peccato”, aveva continuato.
“Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini”, aveva concluso. Non prima però di pubblicare un video in cui, dal palco di Pontida, l’ex generale smentiva con decisione l’ipotesi di una sua uscita dal Carroccio.
Il sollievo di Zaia
L’uscita di Vanancci ha comunque scosso la Lega. Da Nord a Sud le reazioni dei dirigenti oscillano tra il sollievo di chi, come Luca Zaia, lo considerava un corpo estraneo (“lavorava probabilmente un suo progetto”), e la preoccupazione di quanti avevano pronosticato che alla fine lo strappo non ci sarebbe stato.
La Lega rischia di sparire in Toscana
E poi ci sono quelli che fanno i conti. La scissione rischia di fare male al Carroccio, a partire dalla Toscana, dove alle elezioni regionali dello scorso ottobre, affidandosi proprio alla guida strategica del generale, la Lega aveva racimolato uno striminzito 4,38%, ottenendo appena un seggio in Consiglio regionale.
E adesso quell’unico consigliere è con le valigie in mano. Subito dopo l’ufficializzazione dell’addio alla Lega di Vanacci, infatti, il consigliere Massimiliano Simoni, fedelissimo dell’ormai ex vicesegretario federale, ha condiviso il post di presentazione della nuova creatura politica e scrivendo laconico: “Andiamo avanti. Futuro nazionale!”. Morale: il Carroccio sparirà dal Consiglio regionale toscano. E con il generale si schiera anche il deputato (anch’egli eletto in Toscana) Edoardo Ziello, che per togliere ogni dubbio, posta: “Avanti senza paura”.
Un’altra freccia nel cuore in frantumi di Matteo.