Il viaggio nel Paradiso dei ricchi di Juncker. Così l’Ue dell’austerity ha difeso loschi affari. Il ritratto da non perdere dell’euro-burocrate che strizza l’occhio alle multinazionali

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Partiamo da un presupposto fondamentale: non siamo davanti a un libro populista, che lascia spazio a commenti stucchevoli che lasciano il tempo che trovano. Se si pensa che sfogliando “Il paradiso dei ricchi” (Chiarelettere) ci si imbatterà in dichiarazioni al limite del complottismo, avete sbagliato libro: non è questo il caso. Sono documenti esclusivi, testimonianze inedite, un’inchiesta durata mesi e condotta dal più autorevole network mondiale di giornalisti d’inchiesta (l’Icij, l’International Consortium Investigative Journalists) che ha consentito a Leo Sisti di confezionare un saggio che chiunque vuole comprendere i limiti del sistema-Europa al di là di ogni demagogia è tenuto a leggere.

Sisti non si lascia andare a sfoghi, non scade mai. Illustra, invece, in maniera oggettiva “il cartello delle tasse”, i favori garantiti per anni dal Lussemburgo, vero e proprio paradiso fiscale nel cuore dell’Europa, alle multinazionali. E, in questo viaggio, spicca il ruolo colpevole di chi è stato di fatto il padre-padrone del Lussemburgo prima, e dell’Europa poi. E non è un caso, come spiega brillantemente Sisti nel libro, che le richieste di dimissioni arrivate già pochi mesi dopo l’insediamento in Commissione di Jean-Claude Juncker, non abbiano avuto vita facile. Una testuggine al comando (la cosiddetta “G5”) ha consentito a Mr. Euro di conservare il potere, pur nell’ombra scura di responsabilità e silenzi.

La lettura prosegue, incessante, nonostante il tema sia ostico per chi non conosce delicate questioni finanziarie come i tax rulings. E torna indietro, nella ricostruzione impeccabile che Sisti consegna di Juncker. Tocca Gelli, Gladio, Sindona, il sistema dei servizi segreti lussemburghesi e i legami di questo mondo torbido proprio con Juncker, “il più giovane ministro in Europa”. Sisti, autore di uno scoop, Luxleaks, che nel libro viene raccontato “dal di dentro” in tutti i suoi dettagli, aneddoti e rischi censura ad ogni angolo, ricostruisce gli anni trascorsi senza che nessuno sia riuscito a toccare l’uomo dell’austerity, nonostante legami e accuse più che pesanti. È bastato un “io non sapevo” e uno “scusate ma non è colpa mia” per assolvere il più grave scandalo finanziario che ha attraversato l’Unione europea dalla sua fondazione. Bisognerebbe partire da qui se si vuole cambiare realmente questa Europa.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I burocrati uccidono più del virus

Dobbiamo attendere gli accertamenti medici per sapere se la giovanissima Camilla Canepa è morta per il vaccino Astrazeneca o per altro, ma in ogni caso questa tragedia ha fatto emergere tutte le falle della campagna vaccinale: il Cts, l’Aifa, Figliuolo e le Regioni. Ora non

Continua »
TV E MEDIA