Video della Casellati contro Berlino. Ira del Colle e di Palazzo Chigi. La presidente del Senato emula Salvini sulla Germania. Mattarella e Conte costretti a prendere le distanze

di Edoardo Lanfranchi
Politica

A) “Mentre Berlino discute, l’Europa brucia”; b) “Questa non è l’Europa che speravo”; c) “Potete essere grati che vi sia stato dimezzato e ampiamente dilazionato il debito di guerra”; d) “La Germania non dimentichi la solidarietà data a lei stessa per la sua rinascita. L’Italia non dimentica”; e) “ Non posso pensare che la Germania, più volte aiutata anche dall’Italia, si tiri indietro ritardando con pretesti scelte vitali per tutti. Come diceva Kohl, ‘Un Paese che non ha memoria non ha futuro’…”. Domanda facile facile: quale di queste frasi poco diplomatiche è stata veramente pronunciata il 9 maggio da Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato, in un videomessaggio ufficiale per i 70 anni della nascita dell’Europa? Sono ben due: la prima e l’ultima. Diffuse anche via Twitter e via comunicato stampa dal Senato, sono state particolarmente sgradite, manco a dirlo, ad Angela Merkel e al governo tedesco, che poche ore dopo essere stati accusati di avere il braccino corto e di mandare a picco l’Europa hanno fatto recapitare una protesta ufficiale a Palazzo Chigi e al Colle.

Scavalcando in sovranismo Matteo Salvini, la seconda carica della nostra Repubblica ha infatti esternato il suo dolore per il grande sogno europeista – “fatto di solidarietà, crescita e benessere” e “costruito su lavoro, moneta e investimenti” – tradito da una mancata “risposta unanime di tutti gli Stati membri per venire incontro ai bisogni di famiglie ed imprese”. E qui ha fatto un nome solo: la Germania “senza memoria”, appunto. “Non posso pensare che la Germania, più volte aiutata anche dall’Italia, si tiri indietro ritardando con pretesti scelte vitali per tutti”. Apriti cielo. Al Quirinale Sergio Mattarella è furibondo, mentre a Palazzo Chigi il video è andato particolarmente di traverso al consigliere diplomatico di Giuseppe Conte, Pietro Benassi, già ambasciatore a Berlino e amico personale di Uwe Corsepius, il consigliere della Merkel. Silenzio in pubblico, per ora, da Confindustria e dal ministro degli Esteri Di Maio. Ma l’incidente diplomatico c’è. E grosso. Tanto che il Quirinale e Chigi hanno già tenuto a chiarire con Berlino che la politica estera la fa il governo, in asse con il Quirinale, e non altre cariche dello Stato.

CATTIVI CONSIGLI. Diplomaticamente poco preparate, oltretutto: a remare contro Recovery Fund e mutualizzazione del debito è infatti l’Olanda, mentre la Germania, secondo Infomercatiesteri, è il primo partner commerciale del nostro paese e non ha certo interesse a far affondare l’Italia. Nonostante la crisi finanziaria e nonostante il crescente sentimento anti-tedesco di questi anni, tra il 2009 e il 2019 l’export italiano verso la Repubblica federale è salito da 37 a 58 miliardi di euro (+56%), mentre l’export tedesco verso l’Italia da 50 a 68 miliardi (+36%). Chi ha consigliato a Queen Elizabeth, allora, di sparare contro i crucchi? Non certo la Farnesina, visto che la signora non ha pescato il suo consigliere diplomatico tra gli ambasciatori. Ma Valentino Valentini, deputato forzista di lungo corso, molto vicino a Berlusconi e con forti legami a Mosca, pare si sia dissociato dall’incendiario comunicato. Forse a ispirarla sono stati gli antisovranisti che popolano la pagina Facebook dell’ambasciata tedesca a Roma, da cui sono tratte le altre frasi all’inizio dell’articolo? L’ambasciatore Viktor Elbling ormai ci ha fatto il callo. Ma probabilmente non si sarebbe mai aspettato di ritrovarsi, tra i leoni da tastiera, anche la presidente del Senato.