Vigilanza Rai, il Colle in campo dopo l’ennesima fumata nera in Commissione: “Situazione inaccettabile”

Secondo intervento del Quirinale sullo stallo della Vigilanza Rai. Floridia chiama tutti i partiti a "collaborare"

Vigilanza Rai, il Colle in campo dopo l’ennesima fumata nera in Commissione: “Situazione inaccettabile”

“Non è accettabile che tuttora, dopo un anno e mezzo, il servizio pubblico televisivo manchi dell’assetto dei propri organi amministrativi con la Commissione parlamentare di Vigilanza non sia posta nelle condizioni di poter espletare le sue funzioni. Così come va posto riparo al ritardo nell’applicazione del Media information act, approvato dal Parlamento europeo e dai Governi riuniti nel Consiglio europeo sin dalla primavera del 2024”.

Sono le parole – pesantissime – con le quali ieri sera il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto a gamba tesa sulla paralisi (ma sarebbe meglio chiamarla morte cerebrale) della commissione di Vigilanza Rai.

La Vigilanza Rai bloccata (dalla maggioranza) da inizio legislatura

Un organo di controllo che da inizio legislatura non è stato in grado neanche di iniziare a svolgere il proprio compito, per la scientifica volontà della maggioranza di bloccarne il funzionamento. Motivo del contendere, sempre lo stesso: il centrodestra pretende che la minoranza voti la designata dal Mef, Simona Agnes, come presidente Rai, mentre le opposizioni (secondo il loro diritto) la ritengono invotabile e da anni chiedono unite un altro nome.

Una situazione inaudita nella storia repubblicana, tanto che quello di ieri è il secondo intervento del Quirinale sulla questione. Il primo risale a luglio 2025, quando il Presidente definì “sconfortante” il quadro relativo alla mancata nomina del presidente Rai.

L’ennesima denuncia della presidente Floridia

Da allora però nulla è cambiato. L’ultimo stop era giunto proprio ieri mattina, come denunciato dalla presidente, Barbara Floridia al termine dell’ufficio di presidenza: “Continua il sabotaggio della Vigilanza da parte della maggioranza”, aveva detto.

“I capigruppo di opposizione oggi hanno chiesto l’audizione dei ministri Giorgetti e Urso – aveva spiegato -. Altra richiesta quella di audire l’Ad Rai Giampaolo Rossi o il conduttore di Porta a Porta, Bruno Vespa, dopo il duro scontro in trasmissione con il deputato Pd Provenzano. Avevo poi comunicato la richiesta di audizione pervenuta da Usigrai e dall’Associazione lingua dei segni, nonché la necessità di portare avanti l’atto di indirizzo ‘No peace, No Panel’. Ebbene, la maggioranza ancora una volta non ha espresso disponibilità su alcuna di queste richieste, ufficializzando il prosieguo del blocco dei lavori della commissione, già fermi da oltre un anno salvo rare eccezioni”.

“È un comportamento grave ed irresponsabile”, aveva sottolineato Floridia, “La situazione a questo punto rischia seriamente di protrarsi fino al termine della legislatura. Un unicum nella storia della Repubblica”.

I dem: “Ministri, spiegateci della lettera della Ue all’Italia”

Il Pd aveva puntato il dito sul “caso increscioso” Provenzano-Vespa, ma soprattutto aveva chiesto di avere informazioni su una missiva arrivata dalla Ue sulla direttiva Freedom Act “pervenuta ai ministri Urso e Giorgetti”, chiedendo che questi venissero “in commissione a spiegare come intende procedere il governo”. “La maggioranza ha perso ogni parvenza di credibilità”, avevano invece attaccato gli M5s, secondo i quali “nonostante l’accordo a riprendere i lavori ordinari della commissione a seguito dell’audizione dell’Ad Rossi del mese scorso, oggi hanno di nuovo chiuso ogni ponte. Hanno tradito i patti”.

E la maggioranza se l’era presa con la presidente

Dal canto suo, il centrodestra aveva accusato Floridia di faziosità, perché “continua a vestire la maglietta di parte lanciando anatemi contro la maggioranza”, aveva accusato il forzista Roberto Rosso. Che aveva anche aggiunto come “in questi anni abbiamo dato molti segnali di disponibilità all’opposizione”, ma “nonostante queste aperture alle richieste della minoranza, nulla si muove sul voto del presidente del servizio pubblico radiotelevisivo”.

“A differenza di quanto abbiamo fatto noi in passato, accettando i nomi proposti dall’allora maggioranza di sinistra, oggi da parte delle opposizioni continuiamo a registrare un veto che nulla ha di democratico”, aveva concluso Rosso.

Insomma, polemiche che però ieri sera hanno spinto alla seconda, clamorosa, entrata in campo del presidente. Ringraziandolo “per il suo intervento, a difesa della dignità dell’istituzione e del ruolo del Parlamento”, ieri sera Floridia ha chiesto “alla maggioranza di non fare cadere questo monito nel vuoto”.

“Convocherò un nuovo ufficio di presidenza il prima possibile affinché si possa ripartire con le attività ordinarie della commissione. È inimmaginabile che la Vigilanza resti bloccata fino alle prossime elezioni”, ha concluso la presidente della commissione.