Vignetta di Vauro su Zelensky: cosa raffigura e perché fa arrabbiare la comunità ebraica

Vignetta di Vauro su Zelensky
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Vignetta di Vauro su Zelensky: polemiche sull’ultimo disegno del vignettista sul Fatto Quotidiano. Questa volta le critiche arrivano dalla Comunità ebraica di Roma.

Vignetta di Vauro su Zelensky: cosa raffigura

L’ultima Vignetta di Vauro Senesi ha creato diverse polemiche. Nel suo nuovo “disegno” sono presenti il presidente dell’Ucraina Zelensky e Vladimir Putin. Le attenzioni sono rivolte sul naso molto pronunciato del presidente ucraino. Una raffigurazione che non è piaciuta alla Comunità ebraica di Roma. Il motivo si trova sulle raffigurazioni dei ebrei che spesso vengono ritratti con il naso pronunciato e dunque l’ironia in questo caso non è stata accettata, magari anche travisata, ma sicuramente considerata fuori luogo.

Vignetta di Vauro su Zelensky
Vignetta di Vauro su Zelensky

Perché fa arrabbiare la comunità ebraica

La Comunità ebraica di Roma critica e risponde alla vignetta di Vauro. “Non è una casualità, ma un’abitudine quella di un certo signore di raffigurare gli ebrei con il naso adunco con lo stile della Difesa della Razza – protesta in una nota la Comunità – Non per questo è meno grave e non per questo ci si può assuefare alla vergogna”.

Vauro risponde sul suo sito attraverso un post: “a tutti quei cretini che commentano il naso di Zelensy. Se disegno una caricatura (si chiama così perché “carica” i tratti somatici) è ovvio che perché il soggetto risulti somigliante ne “carico” i tratti – scrive Vauro – Zelensky ha un naso importante non perché è ebreo ma perché è il suo naso. Io non ho mai pensato che gli ebrei abbiano necessariamente il naso adunco, anche perché ne conosco moltissimi che hanno nasi di vario tipo… in questo disegno non c’è alcun riferimento alla ebraicità di Zelensky, cosa per me del tutto priva di rilevanza”.

Infine, aggiunge: “Eventualmente ci si dovrebbe domandare come mai un ebreo si sia fatto sponsorizzare da un oligarca come Kolomoinskj (per altro anche lui ebreo, con passaporto israeliano) che ha finanziato i battaglioni nazisti come Azov ed Ajdar. Non ho mai sollevato la questione perché non ho mai pensato che l’ebraicità o meno di chiunque, potente o no che sia, rappresenti uno specifico rispetto ai comportamenti ed alle scelte”.