Virologi fuori controllo. La crisi di Governo fa rallentare il Covid. La folle tesi di Bassetti. La star Tv loda pure le Regioni, malgrado i flop

Matteo Bassetti
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“Siamo in crisi di governo da dieci giorni e l’epidemia paradossalmente è andata meglio. Questo perché l’epidemia è stata gestita dalle regioni. Se ci fosse appoggiati di più alle regioni, che hanno il polso del territorio, magari con una regia centrale, ma non con una gestione centralizzata, forse oggi non saremmo dove ci troviamo”.

Questo ha detto il direttore della clinica di malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, durante un congresso internazionale di malattie infettive (speriamo non in presenza). Matteo Bassetti, ormai star mediatica che se la batte con Burioni, la Capua e Ricciardi, ci aveva abituato a posizioni oscillanti, a volte quasi negazioniste altre invece di buon senso, come se il suo spirito intelligente oscillasse su cosa gli convenga dire di più in quel momento. Ma mai si era avventurato così esplicitamente nei meandri scivolosi della politica, arrivando all’elogio delle regioni a scapito dello Stato.

E pensare che se la crisi pandemica ha fatto, soprattutto all’inizio, tanti danni è proprio grazie alla maldestra riforma del Titolo V della Costituzione che ha dato tanto potere alle regioni nella sanità, nell’energia, nelle infrastrutture, con i gravi danni che sono sotto gli occhi di tutti. Forse Bassetti è in cerca di qualche ruolo politico? Di certo il professore non è uno sprovveduto e le sue uscite sono molto mirate e puntuali.

Certo dire che l’epidemia migliora perché il governo è in crisi è una affermazione che neppure il peggior Salvini, quello che praticava riti solstiziali con ampolle alle sorgenti del Po, poteva fare. Poi detto da un medico lascia letteralmente esterrefatti. Ma tant’è. E certo che queste affermazioni non serviranno a illuminare una opinione pubblica sempre più perplessa sulla pandemia. Un altro che avrebbe bisogno di una regolata è il consigliere del ministro della Salute, Speranza, Walter Ricciardi. Ex attore di film sulla camorra si è poi laureato in medicina facendo carriera.

Inizialmente criticava la gestione della pandemia fin quando il ministro se ne accorse e lo prese nel suo staff dove l’ex attore si convertì al suo salvatore. Domenica sera era, ad esempio, da Fazio e mentre cercava una captatio benevolentiae da Burioni che non se lo filava di pezza, diceva che il governo non sta gestendo bene la pandemia perché “non chiude tutto”. Al che Fazio gli faceva notare che lui era proprio il principale consigliere del ministro Speranza, cioè del governo. Al che il povero Ricciardi veniva messo ko dalla logica, manco fosse tornato ai film di camorra.

Ed in effetti non si capisce che ci stia a fare Ricciardi se non se lo fila nessuno, a cominciare dal suo ministro. E visto che è pagato con soldi pubblici delle due l’una: o il ministro e il governo l’ascoltano o lo licenziano. Ricordiamo, per la cronaca, che Ricciardi, come referente del governo italiano all’Oms, era quello che diceva che le mascherine non servivano, del resto insieme al suo amico capo Tedros Adhanom Ghebreyesus. E questi sono gli esperti. Anche la sora Lella avrebbe capito che se una cosa gira con gli sputi e meglio coprirsi la bocca, ma il consulente profumatamente pagato la pensava diversamente.