Wikileaks, intercettazioni shock: gli Stati Uniti spiavano pure il governo Berlusconi

dalla Redazione
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Siamo tutti spiati. E ora al nuovo capitolo di Wikileaks si aggiunge anche lo spionaggio a Silvio Berlusconi. Ci sarebbe stato anche lui tra i personaggi messi nel radar dell’agenzia di intelligence statuinitense Nsa. Oltre al Cavaliere sarebbero stati intercettati anche tutti i suoi collaboratori di punta, secondo quanto emerge dagli ultimi cablo rilasciati dall’organizzazione di Julian Assange che oggi sono stati pubblicati dall’Espresso e da Repubblica insieme  a un team di media internazionali. Trai i sorvegliati Valentino Valentini, fidato consigliere personale di Berlusconi, Bruno Archi, uno dei testimoni del processo Ruby, Marco Carnelos, consigliere diplomatico di Palazzo Chigi e Stefano Stefanini, rappresentante permanente dell’Italia alla Nato.

L’USCITA DEL CAV – L’Espresso racconta di un incontro a Bruxelles, al consiglio europeo, il giorno antecedente la famosa conferenza stampa di Sarkozy e Merkel, con scambio di sorrisi ironici davanti alle telecamere, quando viene nominato il premier italiano. La famosa conferenza che ha preceduto le dimissioni di Berlusconi il 12 novembre 2011. Secondo le intercettazioni pubblicate da Wikileaks era costante la pressione dei leader europei sull’allora presidente del Consiglio italiano perché intervenisse duramente con provvedimenti durissimi sulla crisi del debito pubblico. L’ultimatum di Merkel e Sarkozy: “Le istituzioni finanziarie italiane salteranno in aria come il tappo di uno champagne”.

IL MONDO SOTTOCONTROLLO – Lo spionaggio internazionale dell’agenzia di intelligence americana Nsa continua secondo Wikileaks. Nel 2008, rivela la stampa tedesca, sarebbero state intercettate dagli agenti Usa le telefonate tra la cancelliera Angela Merkel e il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon. I media tedeschi fanno riferimento a una conversazione incentrata sugli sforzi messi in atto dalla Germania nella lotta ai cambiamenti climatici, oggetto di apprezzamento da parte di Ban Ki-Moon. Il segretario generale dell’Onu sottolineava la necessità di un ruolo guida da parte europea sulla questione, indispensabile all’Onu per potersi impegnare alla conferenza in programma di lì a poco in Polonia, a Poznan. Il segretario generale dell’Onu, inoltre, avrebbe apprezzato l’elezione di Barack Obama a guida degli Stati Uniti d’America nutrendo in quella persona una sorta di fiducia anche nella lotta ai cambiamenti climatici. “Oggi – scrive il fondatore di Wikileaks, Julian Assange – abbiamo dimostrato che gli incontri privati del segretario generale dell’Onu aventi per tema lo sforzo per salvare il pianeta erano ascoltati da un Paese intento a tutelare le sue più grandi compagnie petrolifere. Sarà interessante vedere la reazione dell’Onu, perché se il segretario generale può essere preso di mira senza conseguenze, allora chiunque è a rischio”.