Con Donald Trump che sta sovvertendo l’ordine internazionale a suon di dazi sconsiderati e dichiarazioni shock anche rivolte ai propri storici alleati, Xi Jinping tende la mano all’Unione europea e la invita a superare la logica del confronto con la Cina che, a suo dire, “non ha motivo di esistere”. Il leader dell’impero del dragone, durante l’incontro a Pechino con il primo ministro finlandese Petteri Orpo, ha tenuto a spiegare in modo molto chiaro che Cina ed Europa devono essere “partner, non rivali”, sottolineando come la cooperazione debba prevalere sulla competizione che domina l’attuale contesto internazionale.
Xi, pur senza mai citare il tycoon americano, ha lanciato un messaggio al mondo intero richiamando le responsabilità delle grandi potenze in una fase segnata da “rischi e sfide multiple”. Proprio i Paesi con maggiore peso globale, questa la tesi del presidente cinese, “dovrebbero dare l’esempio nella promozione di uguaglianza, stato di diritto, cooperazione e integrità, contribuendo alla stabilità del sistema internazionale”. Del resto in questo scenario globale a dir poco turbolento, Pechino vede Bruxelles come un interlocutore strategico, con cui costruire relazioni “sane e stabili” soprattutto in ottica commerciale e diplomatica.
Secondo quanto riferito dall’emittente statale Cctv, Xi ha auspicato che la Finlandia possa svolgere un ruolo costruttivo nel rafforzare il dialogo tra Cina e Ue. Ha inoltre ribadito la disponibilità di Pechino a lavorare con Helsinki per difendere un ordine internazionale basato sul diritto e con le Nazioni Unite al centro, sostenendo al tempo stesso un mondo multipolare “equo e ordinato” e una globalizzazione economica inclusiva.
Xi Jinping tende la mano all’Ue per rispondere al terremoto Trump: “Cina ed Europa siano partner, non rivali”
Dal canto suo, Orpo ha confermato l’importanza di relazioni costruttive tra Bruxelles e Pechino, definendole cruciali anche per l’autonomia strategica europea e per la difesa del libero scambio. Il premier finlandese, nel corso della sua visita di quattro giorni in Cina, ha poi voluto assicurare l’impegno del suo Paese a contribuire alla soluzione delle frizioni commerciali e a rafforzare i rapporti bilaterali, richiamando la necessità di reciprocità e di un accesso equo ai mercati per contrastare le turbolenze che si stagliano all’orizzonte.
Com’è facilmente intuibile, nella missione del leader finlandese c’è soprattutto la questione degli accordi economici, con l’Ue che ha – messa in disparte dagli Usa – ha bisogno di trovare nuovi sbocchi commerciali. Durante la sua visita, a riprova dell’impegno della Finlandia, sono stati firmati undici accordi e sei memorandum d’intesa. Accordi che hanno riguardato anche le imprese dei due Paesi che, in contemporanea, hanno siglato intese su settori strategici quali l’innovazione, lo sviluppo verde e la digitalizzazione. Tutte ragioni per le quali Orpo non ha esitato a definire la Cina come “un partner commerciale cruciale e un mercato di grande potenziale per le aziende finlandesi”, pur sollevando il tema dello squilibrio commerciale tra Bruxelles e Pechino che è ben noto a tutti e che “deve essere risolto”.