Enrico Zanetti fuori dal Governo. Ma per i verdiniani è già pronto un contentino con le nomine di viceministri e sottosegretari

di Giorgio Velardi
Politica

Ieri nel Transatlantico di Montecitorio c’erano quasi tutti. Viceministri e sottosegretari in cerca di una riconferma dopo il cambio della guardia a Palazzo Chigi fra Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Alcuni sicuri di sé, altri con lo sguardo un po’ spaesato. “Se la mia poltrona è salda? Forse lo sa più lei di me”, spiegava uno di loro a metà pomeriggio. Perché se è vero, come hanno spiegato fonti della maggioranza a La Notizia, che “l’intenzione è quella di riconfermare quasi tutti” gli attuali componenti dell’Esecutivo che affiancano i ministri, dall’altra ci sono alcune poltrone che potrebbero cambiare proprietario. A cominciare ovviamente dal ministero dell’Istruzione, dove Stefania Giannini è stata sostituita da Valeria Fedeli. Non solo. Perché della delicata partita fa parte anche la presidenza della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, lasciata libera da Anna Finocchiaro. Un ruolo fondamentale in vista del varo della nuova legge elettorale.

In bilico – Ma andiamo con ordine. Le nomine di viceministri e sottosegretari dovrebbero avvenire all’inizio della prossima settimana. Una data non casuale, visto che si vuole tentare fino all’ultimo di ricucire lo strappo con i verdiniani. La posizione di Ala-Scelta Civica l’ha sintetizzata alla perfezione Mariano Rabino, braccio destro di Enrico Zanetti: “Non voteremo la fiducia ma nemmeno la sfiducia”. Così qualcuno ieri azzardava addirittura la riconferma di Zanetti come viceministro dell’Economia. “Un’ipotesi che piace al Pd, altrimenti chi va in Tv a difendere il Governo sulle banche?”, dicevano tra il serio e il faceto fonti vicine al deputato veneto. Difficile, se non impossibile, che ciò avvenga. Ecco perché a Via XX Settembre la soluzione per il dopo-Zanetti potrebbe essere quella di lasciare vuota la specifica casella – come vice di Padoan ci sono già Enrico Morando (Pd) e Luigi Casero (Ncd) – affidando al responsabile economico del Pd Filippo Taddei un sottosegretariato.

Compromesso – C’è poi, come detto, il nodo-Istruzione. Dati per uscenti Silvia D’Onghia e l’alfaniano Gabriele Toccafondi (non rischia invece il renzianissimo Davide Faraone), la rosa dei nomi per il ruolo di sottosegretari è composta da 4 esponenti del Pd: Anna Ascani, Francesca Puglisi (responsabile Scuola della segreteria dem), Simona Malpezzi ed Ettore Rosato, con i primi due in vantaggio sui competitor. Allo Sport, invece, ad affiancare il neo-ministro Luca Lotti dovrebbe andare una fra Daniela Sbrollini e l’ex atleta paralimpica Laura Coccia. Conferme per tutti gli altri. L’altro piatto forte è al Senato. Per la presidenza della prima commissione il nome caldo è quello di Roberto Cociancich, fedelissimo di Renzi. Ma non è da escludere l’ipotesi Riccardo Mazzoni, vicecapogruppo di Ala a Palazzo Madama. Sarebbe uno strapuntino per i verdiniani, ma vista la fondamentale partita della legge elettorale non è da escludere che alla fine Denis Verdini e soci possano comunque accettare una soluzione di compromesso.

Twitter: @GiorgioVelardi