Alla fine per evitare che il partito si spaccasse, i deputati dem hanno deciso di alzarsi e uscire dallโAula non partecipando al voto. Ma andiamo con ordine. Alla Camera si vota sulle missioni internazionali, il Pd รจ diviso sulla Libia. In ballo cโรจ anche il voto sulla prosecuzione della collaborazione con la Guardia costiera di Tripoli, che faceva parte del pacchetto siglato a suo tempo dallโex ministro dellโInterno dem Marco Minniti. Martedรฌ si riunisce lโassemblea dei deputati – assenti lo stesso Minniti, lโex premier Paolo Gentiloni e il segretario del Pd Nicola Zingaretti – che si conclude con un nulla di fatto. Sul tavolo, lโex presidente del partito Matteo Orfini mette la sua richiesta di sospendere tout court gli accordi con il governo libico. Dallโaltra parte la risoluzione ufficiale del Pd – firmata dai quattro capigruppo delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato – prevede un rafforzamento delle missioni in Libia. Insomma, un cortocircuito.
TREGUA ARMATA.ย ร la deputata Lia Quartapelle a illustrare i motivi a sostegno del sรฌ alle missioni nel paese africano. Interventi critici arrivano anche dalla minoranza renziana con Anna Ascani e Roberto Giachetti. I toni sono accesi, Orfini si lamenta per le assenze di peso. Dario Franceschini lancia la proposta di uscire dallโAula al momento del voto. Una nuova riunione ieri mattina scioglie i nodi. Il capogruppo Graziano Delrio fa approvare allโunanimitร un documento in cui si annuncia che il Pd non parteciperร al voto, quando in Aula si passerร ad esaminare lโaccordo di collaborazione tra guardia costiera italiana e libica. Lโapprovazione della risoluzione di maggioranza farร decadere le altre risoluzioni, tra cui quella del Pd, prima firmataria Lia Quartapelle, che conteneva il rinnovo del sostegno alle motovedette libiche.
โLe missioni in Libia – ha osservato Quartapelle – sono fondamentali, ma operano in un contesto ad alto rischio. A oggi il governo italiano non sta facendo nulla per stabilizzare e aiutare la pace. La strada รจ chiara: gli accordi tra Italia e Libia firmati da Gentiloni nel 2017. Siccome il governo ha nei fatti stracciato quegli accordi – continua – ci asterremo sulla missione della Guardia costiera libica perchรฉ non abbiamo avuto abbastanza rassicurazioniโ. Delrio ha spiegato che โtutte le iniziative, da Mare sicuro a Sophia, alla stabilizzazione, al controllo nei campi di raccolta, soprattutto allโattivitร della guardia costiera libica sono state sostanzialmente abbandonate. Non cโรจ piรน vigilanza, non cโรจ piรน controllo, e quindi lโapproccio integrato che si era scelto di fare con gli accordi precedentemente sottoscritti non รจ piรน rispettatoโ.
E Zingaretti? Il segretario dem, che il giorno prima allโassemblea si era fatto rappresentare dal responsabile esteri Enzo Amendola, se la cava con una nota: โLa Libia vive ore drammatiche. Il governo รจ nel caos e di fatto con le sue politiche non sta garantendo gli accordi sottoscritti. Il Pd unito sostiene le scelte compiute nel 2017 dal governo Gentiloni, un accordo quadro per risolvere tra lโaltro la drammatica emergenza dei campi libici. Lโastensione su un punto del decreto missioni รจ motivato esclusivamente dallโassenza di garanzie da parte di questo governo nella gestione di politica estera e militare in uno scenario di conflittoโ. Per Nicola Fratoianni di Sinistra italiana la linea Minniti-Gentiloni รจ archiviata. Il Pd evita di andare in ordine sparso ma le divisioni restano.