Le regioni in zona gialla e arancione e l’ordinanza di Speranza del 30 aprile: Sardegna e Puglia sperano

riaperture 26 aprile zona gialla rafforzata
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Domani come ogni venerdì sarà il giorno dei cambi di colore per le Regioni. Il tutto accadrà dopo la riunione della cabina di regia ministero della Salute-Iss-Regioni. Che analizzerà i dati settimanali e fornirà al ministro Speranza il report che determinerà le ordinanze che porteranno le regioni in zona gialla, arancione o rossa.

Le regioni in zona gialla e arancione e l’ordinanza di Speranza del 30 aprile

Pochi cambi previsti, dopo il pieno di regioni gialle la scorsa settimana. Tornerà probabilmente in zona arancione la Sardegna, dopo tre settimane di rosso. I dati erano da arancione già la scorsa settimana (Rt a 0,97, anche se con rischio alto). Se lo fossero, come probabile, anche nel report di domani (negli ultimi 7 giorni i casi sono in calo del 16% e l’incidenza è a 108 casi per centomila abitanti) la “promozione” in arancione sarebbe scontata. Il suo posto come unica regione “rossa” potrebbe essere preso dalla Valle d’Aosta, oggi in arancione. Il territorio ha numeri preoccupanti soprattutto in termini di incidenza, 247 casi per centomila, a un soffio dalla soglia dei 250 che fa scattare il rosso in automatico.

Le altre regioni in arancione, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia, dovrebbero tutte rimanere in quella fascia di rischio. Eccetto la Puglia, che già venerdì scorso per ore era parsa in bilico tra arancione e zona gialla e che domani potrebbe finire nella fascia di minor rischio. Anche se l’incidenza è ancora alta (224 casi per centomila) e il calo negli ultimi giorni sembra essere rallentato. Bisognerà attendere la stima dell’indice Rt. Dovrebbero essere confermate, dopo una settimana di ulteriore seppur lenta discesa dei contagi, tutte le altre regioni in zona gialla: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, PA Bolzano, PA Trento, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto.

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