Altro che svolta tecnologica: nel caos i fondi all’agricoltura. Bloccato il nuovo sistema informativo Sian: fermo l’appalto da 550 milioni Agea-Consip

di Stefano Sansonetti
Cronaca

Quella che era stata presentata come una rivoluzione può attendere. Il nome “in codice” è Sian, in pratica il delicatissimo Sistema informativo agricolo nazionale sul quale transitano anche i miliardi di fondi europei destinati ai nostri agricoltori. Si dà il caso che la maxi gara d’appalto per la gestione del nuovo sistema, del valore di 550 milioni di euro, stenti ancora a vedere il suo perfezionamento. Non una cosa da poco, se si considera che il bando era stato indetto nel settembre del 2016. E che recentemente la Consip, la società del Tesoro che ha in gestione la procedura, ha preferito cambiare responsabile del procedimento. Per mettere a fuoco la complicatissima situazione bisogna concentrarsi un attimo sul 2015. In quell’anno l’allora Governo di Matteo Renzi, con Maurizio Martina ministro delle politiche agricole,  ha sfornato un decreto con cui intendeva cambiare tutto. Finora, infatti, il Sian è stato gestito da una società mista pubblico-privata che si chiama Sin Spa, al 51% dell’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) e al 49% di un gruppo di privati (Almaviva, Telespazio-Leonardo, Ibm, Agriconsulting, Agrifuturo, Green Aus, Sofiter e Cooprogetti.

Il nodo – Il sistema, però, negli anni ha fatto un po’ acqua da tutte le parti, con conseguenze non indifferenti per le casse dello Stato:  spesso l’Agea è finita nel mirino di Bruxelles, con tanto di sanzioni multimilionarie, per la carenza di adeguati controlli nelle assegnazioni di denaro. E per controllare bene serve un nuovo sistema informatico. Nel decreto del 2015, allora, si è stabilito che il Sian non va più dato in gestione alla Sin Spa, ma va ricondotto direttamente all’Agea, che può predisporre una gara per l’affidamento a terzi. Esattamente questa è la strada scelta da Agea, oggi guidata dal direttore Gabriele Papa Pagliardini, che però per gestire una tale procedura ha chiamato in ballo la Consip. Così nell’ormai lontano 30 settembre del 2016, quando al timone c’era l’allora renziano Ad Luigi Marroni, la Centrale acquisti del Tesoro ha lanciato la commessa da 550 milioni per trovare gruppi privati a cui assegnare le gestione del nuovo Sian. La stessa Consip, però, vista la delicatezza della gara, poco tempo dopo ha firmato un protocollo d’intesa con l’Anac di Raffaele Cantone per una sorta di “vigilanza collaborativa” sul bando. Così, dopo almeno due proroghe (25 novembre e 2 dicembre 2016) e problemi vari, si è arrivati allo scorso 5 febbraio 2018. Il nuovo Ad della Consip Cristiano Cannarsa, chiamato a raddrizzare le sorti della società, ha deciso di cambiare il responsabile del procedimento, fino ad allora Roberto Battacchi, responsabile area Ict della Centrale acquisti. Al suo posto è stato chiamato Renato Di Donna, pezzo grosso della Consip dove guida la divisione progetti. Nel frattempo le imprese che hanno fatto pervenire le candidature aspettano. Tra queste ci sono molte aziende che già sono nell’azionariato della Sin Spa: da Almaviva a Leonardo,  da Green Aus ad Agriconsulting.

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