Dall’Antitrust 93 milioni di sanzione a Enel e 16 milioni ad Acea per aver abusato della propria posizione dominante nei mercati della vendita di energia elettrica

di Sergio Patti
Cronaca

Una multa di dimensioni mai viste, che pendeva da mesi sui conti dell’Enel, nonostante il gruppo guidato da Francesco Starace abbia ostinatamente provato a minimizzare un procedimento dagli effetti ancora più devastanti dal punto di vista reputazionale. Dopo un’istruttoria che va avanti da maggio del 2017 l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato l’ex monopolista per oltre 93 milioni di euro, proprio perché Enel continua ad agire come se conservasse il monopolio dell’energia, abusando della sua posizione dominante.

Il provvedimento, del quale solo La Notizia aveva dato un’ampia anticipazione coinvolge anche Acea, con una sanzione di circa 16 milioni, mentre è stata ritenuta in regola A2A. Un mucchio di soldi, che per Enel potevano essere persino molti di più, visto che la sanzione prevista per la fattispecie contestata dall’Antitrust arriva sino al 10% del fatturato nel mondo e la richiesta di chi sosteneva le ragioni dell’accusa era comunque di 250 milioni di euro. Ma cosa contesta nello specifico l’Autorità?

Enel – secondo l’Antitrust – ha condizionato con pratiche commerciali scorrette i mercati della vendita di energia elettrica in cui si offre il servizio pubblico di maggior tutela, servizio destinato a essere eliminato entro il primo luglio 2020 con la piena affermazione di un unico mercato nazionale completamente liberalizzato. Più nel dettaglio, l’Authority in collaborazione con il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza ha accertato che le imprese del gruppo Enel hanno sfruttato in modo illegittimo prerogative e asset, derivanti dall’essere fornitori di maggior tutela, per realizzare una dichiarata politica di traghettamento della clientela già rifornita a condizioni regolate verso contratti a mercato libero.

Nel mirino è finita la richiesta – dal 2012 al 2017 – dei consensi privacy dei clienti serviti in maggior tutela ad essere contattati a scopo commerciale e il successivo utilizzo di tali liste “consensate” per formulare agli stessi clienti tutelati offerte mirate, volte a far stipulare loro un contratto sul mercato libero. Enel, che si era difesa negando queste pratiche scorrette, ieri in un comunicato è tornata a ribadire la correttezza delle proprie pratiche commerciali e ha annunciato un immediato ricorso al Tar. Anche Acea si è riservata di valutare le azioni a propria difesa rispetto a una sanzione che riguarda la gestione precedente a quella dell’Ad Stefano Donnarumma chiamato dall’attuale amministrazione M5S di Virginia Raggi.