Banca Intesa batte le stime. Utili per oltre 4 miliardi nel 2018. Nell’ultimo trimestre i profitti superano il miliardo. Proposta cedola da 19,7 cent per azione

di Sergio Patti
Economia

I risultati sono così brillanti da far sbilanciare il ceo Carlo Messina nella promessa di ridurre lo stock di crediti poco esigibili (Npl) in anticipo sul piano industriale 2018-2021. La ciliegina su una torta dove la panna sono i 4,05 miliardi di utili netti registrati da Banca Intesa Sanpaolo nell’esercizio 2018. Un bel salto avanti rispetto ai 3,816 miliardi di utile dell’anno precedente, al netto del salvataggio delle popolari Venete. Siamo di fronte insomma a una performance straordinaria, persino superiore al consensus (le previsioni) tracciate dalla piattaforma Bloomberg, dove le aspettative degli analisti erano intorno ai 3,94 miliardi.

Per raggiungere questo risultato è stato determinate l’ultimo trimestre 2018, quando secondo gli ultimi dati Istat l’Italia è finita in recessione tecnica. Banca Intesa invece proprio in questo quarto di anno ha registrato profitti per 1,04 miliardi, con un calo del 27% sullo stesso periodo del 2017, ma comunque sufficienti a raggiungere e superare i target, grazie alla abbondante legna messa in cascina nei trimestri precedenti. A fronte di questi risultati il titolo ieri ha guadagnato a Piazza Affari l’1,59%, facendo di poco meglio della media del mercato.

In vista per gli azionisti c’è la cedola, che Messina ha proposto nell’ordine di 3,449 miliardi in dividendi cash (19,7 cent per azione), promettendo per l’esercizio in corso una ulteriore crescita. A spingere ulteriormente i ricavi, entrando in un perimetro fortemente sfidante, dovrebbero essere una ulteriore riduzione dei costi operativi e un calo del costo del rischio. Sul fronte dei dividendi, se il payout (la quota di utili redistribuita in cedole) è stato per il 2018 pari all’85% dell’utile, nel 2019 sarà all’80% del risultato netto.

D’altra parte, tra i dati messi in evidenza c’è la crescita del risultato della gestione operativa del 4,8% nel raffronto tra il 2017 e il 2018, mentre il risultato corrente lordo è cresciuto dell’11%. I costi operativi sono diminuiti del 3,6% per un rapporto cost/income al 52,9%. Tra le iniziative per ridurre i costi in corso di realizzazione, l’uscita volontaria di 5mila persone (con 450 profili specializzati inseriti) e la chiusura di 462 filiali retail a fronte dello sviluppo della rete di Banca 5 (l’ex banca dei tabaccai). Dal punto di vista della qualità del credito, si è registrato un miglioramento del trend: nel 2018 sono scesi di 16 miliardi i crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche, per una pulizia che arriva a 29 miliardi dal settembre 2015 (con le rettifiche di valore nette sui crediti calate del 27,7%).