“Battisti in Francia era considerato una specie di eroe romantico”. Parla il figlio del pm Alessandrini ucciso da Prima Linea: “A proteggerlo fu la dottrina Mitterand. Il suo arresto è un successo dello Stato”

di Caris Vanghetti
L'intervista

Per il sindaco Pd di Pescara, Marco Alessandrini, figlio del magistrato Emilio Alessandrini, ucciso da Prima Linea a Milano nel 1979, è un giorno “importante”.

Cosa prova a distanza di tanto tempo davanti all’arresto di Battisti?
“Penso che è stato un appuntamento lungamente atteso, che ha attraversato quattro decenni dai fatti di sangue per i quali la giustizia italiana ha comminato quattro ergastoli a questo super latitante e quindi penso che sia un giorno bello e importante”.

Ci sono state delle coperture politiche alla latitanza?
“Battisti in Francia ha avuto delle coperture sicuramente da quella che si chiamava allora la dottrina Mitterand, la quale prevedeva di negare l’estradizione per quanti, si riteneva, fossero stati giudicati in base ad una giustizia politica, ma questo è un problema della Francia visto che questo discorso sicuramente ha trovato sponda nel mondo intellettuale che ha ritenuto che Cesare Battisti fosse una specie di eroe romantico. Mentre il Brasile si è conformato alla dottrina Mitterand dei francesi”.

Secondo lei la dottrina Mitterand è stata un errore?
“Certamente”.

I mutamenti politici che hanno interessato Sud America e Italia negli ultimi mesi hanno pesato sull’arresto?
“E’ un evoluzione dei tempi. Nel corso di questi anni si è lavorato per arrivare a questa agognata estradizione”.

Dalle sua parole sembrerebbe che l’arresto di Battisti fosse inevitabile.
“E’ stato un lungo tiro alla fune tra Italia e Brasile. Ora ci sono dei ministri e un premier pro tempore, però sempre lo Stato è riuscito ad ottenere l’estradizione di Battisti”.

A chi va la sua gratitudine per quest’epilogo?
“E’ un lavoro che si è protratto per lungo tempo e che oggi dà i suoi frutti, è un successo dello Stato e di noi tutti”.