COP21: la spinta green dell’Europa è visibile da anni nella ricerca. Ma serve fare di più. Il Punto di Mauro Masi

di MAURO MASI. Alla Conferenza COP21 di Parigi i rappresentanti di più di 190 Paesi hanno trovato un accordo su come contrastare i traumatici cambiamenti di clima in parte già in corso e, soprattutto, quelli che si annunciano per il futuro. Gli scienziati hanno ormai acquisito che senza una sostanziale riduzione delle emissioni del nostro sistema produttivo ci saranno conseguenze catastrofiche per l’ambiente e per l’umanità. Il focus fondamentale della Conferenza è stato quindi quello di come sviluppare tecnologie “low carbon” (a basso contenuto di emissioni di carbonio).

In questo contesto, l’Ufficio Europeo dei Brevetti di Monaco in collaborazione con la United Nations Environment Programme ha presentato, al margine della Conferenza, un interessante rapporto su come quelle tecnologie (definite Climate Change Mitigation Technologies CCMTs) si stanno sviluppando in Europa.

I dati sembrano incoraggianti e segnalano che il Vecchio Continente si sta muovendo fattivamente, più che altri parti del mondo, per ottenere un’economia più verde. Nello specifico: un quinto di tutte le nuove invenzioni volte a generare più basse emissioni di carbonio vengono dall’Europa, inoltre dalla sottoscrizione del protocollo di Kyoto nel 1997 la percentuale delle nuove invenzioni di tecnologie “low-carbon” è cresciuta in Europa di quattro volte mentre, sempre in Europa, la percentuale di emissioni sul GDP è scesa del 30%.

Certo non basta, ma è già un forte segnale. Va incrementato.

Il  Commissario europeo al digitale  Günther H. Oettinger ha presentato nei giorni scorsi una serie di proposte sulla portabilità dei contenuti digitali. L’obiettivo è quello di “abbattere gli ostacoli che impediscono ai cittadini europei di fruire dei contenuti acquistati su Internet anche in altri Paesi UE”.

Attualmente i cittadini europei che viaggiano all’interno dei Paesi UE possono subire limitazioni nei servizi on line (film, trasmissioni sportive, musica, e-book, giochi etc) acquistati nei Paesi d’origine; l’obiettivo della Commissione è superare questi ostacoli e fare della portabilità transfrontaliera un nuovo diritto dei consumatori europei entro il 2017. E, atteso che si tratta di una proposta di regolamento, una volta adottata, la nuova norma sarà direttamente applicabile in ciascuno dei 28 stati membri dell’UE.

Il 3 dicembre la Corte Costituzionale si è espressa sul ricorso presentato del TAR del Lazio in merito al dubbio di costituzionalità delle norme sulle quali si basa il Regolamento AGCOM contro la pirateria on line. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso perché la questione sollevata dai giudici amministrativi è mal posta, poco chiara e quindi non affrontabile. E’ evidente che così il merito della questione resta aperto. Ci si tornerà, anche su questa Rubrica per un’analisi aggiornata.