Corsi e ricorsi storici. Formigoni finisce ancora nei guai: nuovo processo per mazzette. Jet e viaggi di lusso in cambio di fondi nella sanità

di Antonio Acerbis
Cronaca

Oltre 400 mila euro, tra contanti, orologi, spese per viaggi tra il Sudafrica e la Croazia e il noleggio di jet e barche. Il tutto in cambio dello sblocco di stanziamenti nell’ambito sanitario quando era governatore della Regione Lombardia. Questa la ragione per cui Roberto Formigoni, oggi senatore di Area Popolare, dovrà affrontare un altro processo per corruzione e anche per turbativa d’asta, dopo la condanna in primo grado nel dicembre scorso  per il caso Maugeri a sei anni. Il gup di Milano Alessandra Del Corvo lo ha rinviato a giudizio, assieme ad altre persone, tra cui l’ex sottosegretario alla presidenza della Regione Paolo Alli, nell’ambito di un’inchiesta su presunte tangenti nella sanità per i suoi rapporti con il presunto intermediario ed ex consigliere lombardo Massimo Gianluca Guarischi, già condannato a cinque anni in appello. Il giudice, infatti, ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio (il processo adesso comincerà il 15 gennaio) formulata dal pm Eugenio Fusco per l’ex numero uno del Pirellone, per Alli e per l’ex dg della sanità lombarda Carlo Lucchina, mentre la posizione di Simona Mariani, ex direttore generale dell’ospedale di Cremona è stata trasmessa per competenza territoriale proprio a Cremona.

Le accuse – Secondo le indagini, che vennero chiuse nel maggio 2015 e allora coordinate dai pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio (poi passati in altre sedi giudiziarie), Formigoni avrebbe ottenuto da Guarischi una serie di utilità, tra cui il pagamento di vacanze in Sudafrica e in Croazia, contanti, il noleggio di un aereo privato per raggiungere Olbia e di un elicottero per volare a Saint Moritz e l’acquisto di “un orologio da uomo in acciaio Bulgari dal valore di 3.530 euro”. E ciò, secondo l’accusa, per garantire un “trattamento preferenziale” alla Hermex Italia dell’imprenditore Giuseppe Lo Presti (ha già patteggiato) nelle gare per la fornitura di apparecchiature mediche in alcuni ospedali, dandosi da fare per sbloccare gli stanziamenti regionali nel 2012.

Il precedente – Non bisogna dimenticare, peraltro, che Formigoni è già stato condannato a dicembre in primo grado a sei anni per corruzione per i suoi rapporti con l’uomo d’affari Pierangelo Daccò e con l’ex assessore lombardo Antonio Simone nel caso Maugeri-San Raffaele. Insomma, corsi e ricorsi storici legati a sanità e quella che pare la “bella vita” dell’ex governatore lombardo. Immediata, però, ieri è arrivata la replica dello stesso Formigoni, secondo cui “è un processo ancor più infondato del primo e totalmente privo di qualunque riscontro. Basti dire che l’imprenditore che avrei favorito non ha concluso alcun affare con Regione Lombardia. E i viaggi che avrei avuto in dono – ha aggiunto -, sono stati da me personalmente e integralmente pagati come risulta inoppugnabilmente da bonifici e assegni provenienti dal mio conto corrente e che sono noti alla Procura”.

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