De Laurentis raddoppia. Il Bari riparte dalla serie D grazie al già presidente del Napoli che rassicura i tifosi pugliesi: “Non sarà una squadra di serie B e nemmeno un parcheggio”. Per il sindaco Decaro “è la scelta migliore”

dalla Redazione
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“Dovete stare tranquilli, il Bari non sarà mai un’appendice del Napoli”. Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis rassicura i tifosi del Bari calcio. Da oggi, infatti, l’imprenditore, con la sua Filmauro, è presidente della neo nata SSC Bari in seguito all’assegnazione del titolo sportivo da parte del sindaco di Bari, Antonio Decaro. Il vecchio club, il 16 luglio scorso, non si era iscritto alla serie B e il presidente Giancaspro non aveva proceduto alla ricapitalizzazione. Da allora un inferno per i tifosi biancorossi che vedevano l’ombra della cancellazione del calcio professionistico a Bari. Il sindaco Decaro aveva così pubblicato un bando per richiamare imprenditori ad acquisire il titolo sportivo che era stato messo nelle sue mani dalla Figc. Undici le proposte pervenute ma il primo cittadino di Bari ha valutato il piano di De Laurentis il più sicuro e il più solido per la città “Per fugare questo timore – ha detto De Laurentiis – ho convinto mio figlio Luigi, che non si è mai interessato di calcio, a interessarsi del Bari per togliere il dubbio che una decisione in favore del Napoli e una per il Bari potesse propendere per il Napoli”.

Bari sarà Bari e Napoli sarà Napoli, nelle intenzioni di De Laurentiis ogni squadra avrà la sua storia, ma creando una rete del Sud. “Nei colloqui con il sindaco ho detto che non posso fare una commistione tra Napoli e Bari. Il Bari ha una storia e il Napoli un’altra. Se do sufficienti garanzie da imprenditore, perché il calcio per me è impresa perché bisogna rispettare vincoli economici dati dalla Uefa, siamo idealmente soci in questo contesto. “Grazie per la fiducia che avete accordato alla mia persona e al mio gruppo. Mi sono avvicinato al Napoli in una situazione praticamente uguale a questa. Ora con il Bari dobbiamo fare una cavalcata lunghissima per cercare di arrivare in serie A”.

“Dobbiamo rispettare le tifoserie, dobbiamo cercare di capire come rendere più vivibile lo stadio, per la famiglia e i bambini – ha proseguito De Laurentiis -. Dobbiamo cercare di capire come portare profitti al club senza speculare sulla pelle di chi lavora”. Edi Reja allenatore della squadra e Cristiano Giuntoli direttore sportivo. Questi i nomi che De Laurentiis sta cercando di portare a Bari per il futuro biancorosso. Ma con la certezza che non sarà né una squadra B, né un “parcheggio”. “Non amo le squadre B, – continua De Laurentiis – sono soluzioni che servono solo alla Juve per piazzare i suoi quarantacinque giocatori. Sarebbe più utile fare una squadra under 23 grazie alla quale avrei potuto, lo scorso anno, “parcheggiare” i calciatori che avevano meno spazio”. Un finale da brividi ma lieto anche per il sindaco di Bari che si rende conto di consegnare la squadra di calcio della città al progetto più solido tra quelli ricevuti: “Oggi consegniamo il titolo sportivo alla Filmauro e ad Aurelio De Laurentiis. Oggi presidente non ti sto consegnando solo il titolo sportivo ma un pezzo importante della comunità barese. – ha detto Decaro rivolgendosi a De Laurentiis – Per me è stata una responsabilità fortissima perché senti la responsabilità di custodire la passione dei tifosi e dei 110 anni di una storia di una squadra di calcio. Mi hanno chiesto competenza i tifosi, poi la trasparenza. Ma De Laurentis rappresenta davvero competenza, basta guardare il percorso che ha fatto con il Napoli”.

Per Decaro è lui la scelta migliore per il calcio e per la comunità barese: “Il terzo pilastro che i tifosi mi hanno chiesto è stato il rispetto. Noi come baresi non l’abbiamo avuto in questi ultimi anni. Tre fallimenti in quattro anni e il calcio scommesse di pochi anni fa vogliamo cancellarli dalla nostra mente. Ripartiremo dalla serie D ma abbiamo bisogno del rispetto e so che lei, presidente, lo darà. Noi non abbiamo scelto un tifoso ma un imprenditore. Noi ci metteremo il “priscio”, che significa il divertimento, la passione di seguirla in ogni campo”. (ITALPRESS)