Non solo Ostia e pontino, la mafia a Roma agiva pure a Montespaccato. E proprio come le cosche si arricchiva seminando terrore. Usura, estorsioni, droga, riciclaggio e persino sequestri di persona, agiva cosรฌ il clan capeggiato dal boss Franco Gambacurta e dal fratello Roberto, arrestati, insieme ad altre 56 persone in una maxi operazione tra Italia e Spagna. Per gli inquirenti la banda su base familistica traeva il suo reddito dal traffico di cocaina, marijuana e hashish che di volta in volta investiva in altre attivitร , anche lecite, ma anche nellโesercizio abusivo del credito e nellโusura. Un nome pesante quello di Gambacurta, definito proprio del gip โlโuomo con la coppolaโ, con chiaro riferimento alla visione cinematografica dei veritici della malavita organizzata, che avrebbe avuto contatti anche con Salvatore Nicitra, giร considerato uno dei boss della Banda della Magliana. Gambacurta, infatti, รจ citato diverse volte nelle intercettazioni riguardanti le indagini che portarono a suo tempo ad arrestare lโex Nar Massimo Carminati.
Nel 2013, infatti, dopo un prestito usuraio a un imprenditore, รจ nata una controversia tra il gruppo Gambacurta ed esponenti del gruppo criminale di Michele Senese, conosciuto come โรฒ pazzoโ, per la titolaritร dei crediti vantati nei confronti della vittima e nei primi anni ottanta esponente di rilievo del clan Moccia di Afragola. Per questo i due gruppi avrebbero scelto proprio Nicitra per il ruolo di arbitro, per trovare un accordo, stabilendo poi che lโimprenditore avrebbe dovuto pagare una somma di 100mila euro a ognuno dei contendenti. Durante le indagini sarebbe emerso anche un abbraccio tra Gambacurta e Nicitra, avvenuto davanti a un bar del quartiere Montespaccato. ร lunga la lista dei reati contestati alla banda, tutti con lโaggravante dellโassociazione mafiosa: usura, esercizio abusivo del credito, estorsioni, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, intestazione fittizia di beni immobili, rapporti creditizi, attivitร economiche ed imprenditoriali con lโaggravante della transnazionalitร . Insomma, la famiglia aveva le mani su tutto.
Unโegemonia evidente tanto che nel corso delle indagini รจ stato riscontrato come gli abitanti del quartiere, riconoscendo la caratura criminale della famiglia Gambacurta, erano soliti rivolgersi a loro per risolvere i propri problemi, bypassando lo Stato rappresentato dalle forze dellโordine. I carabinieri hanno sequestrato 12 esercizi commerciali, 14 immobili, diversi rapporti finanziari e quote societarie, nonchรฉ numerosi veicoli, per un valore di circa 7 milioni di euro. Il giro dello spaccio coinvolgeva anche Sardegna, Molise, Piemonte e Spagna. Proprio in Spagnaย due fratelli colombiani organizzavano lโimportazione in Italia di diverse partite di cocaina, tramite un affiliato legato ai fratelli Gambacurta che operava in Sardegna.