Esplode la sindrome di Bibbiano. Due presunti pedofili rischiano il linciaggio a Ostia. Con l’inchiesta dell’orrore scatta pure la psicosi

di Monica Tagliapietra
Cronaca

Bene, parliamone di Bibbiano. Parliamo, però, di come si stia facendo terrorismo. Perché è terrorismo quello che fa leva su una delle paure più profonde di qualunque famiglia: vedersi strappare i propri figli. Parliamo di come si sia alimentata e scatenata una psicosi sempre più difficile da tenere sotto controllo. E di come qualsiasi gesto provochi un disastro, come è successo domenica a Ostia, dove due indiani hanno rischiato il linciaggio per aver fotografato dei bambini. I due avevano avvicinato i piccoli chiedendogli se potevano scattare delle foto, visto che li trovavano carini. I bimbi, giustamente insospettiti, hanno chiamato i genitori. La notizia della presenza di due presunti pedofili è corsa velocemente da un ombrellone all’altro, scaldando gli animi delle famiglie che inferocite hanno quasi ammazzato i due extracomunitari.

FATTI E FAKE. Poco distante, a Gaeta, nelle stesse ore, diversi bagnanti hanno accusato un uomo sulla quarantina di aver tentato di molestare alcuni minori. In pochi minuti l’allarme si è propagato per tutta la spiaggia, e nonostante il sospettato avesse risposto di non sapere di cosa la folla, inviperita, stesse parlando, è stato accerchiato e pestato. Peccato, però, che le certezze dei bagnanti che avevano dato l’allarme dopo qualche minuto si sono trasformate in diversi “non siamo sicuri che sia lui”. Due storie con un filo comune: quelle che prima per i genitori erano solo paure, dopo la vicenda di Bibbiano si sono trasformate lecitamente in ossessioni, come il timore che cose del genere possano accadere ovunque.

Una preoccupazione amplificata dall’allarmismo creato da una politica che ha cavalcato l’onda, con la Lega, i Fratelli d’Italia e il Movimento Cinque Stelle che hanno parlato in più occasioni di Sinistra che fa business sui bambini, visto che tra gli indagati c’è un sindaco dem. L’impatto emozionale che suscita una vicenda di questo tipo è innegabile, e se i riscontri giudiziari confermeranno le accuse si tratterà a dir poco di una delle pagine più nere di questo Paese. Ma è giusto ricordare che le indagini sono ancora lontane dall’essere concluse e che ad oggi nessuno degli psicologi coinvolti è stato rinviato a giudizio. Al contrario alcune terribili ricostruzioni si sono rivelate infondate.

Ecco perché è importante non scatenare psicosi, parlando di uso dell’elettroshock quando proprio nel caso di Bibbiano si sarebbe trattato di tutt’altro, non sbattere mostri in prima pagina prima che la giustizia abbia fatto il suo corso, non avallare speculazioni politiche, non trasformare un caso così delicato in uno show senza esclusione di colpi. Perchè si sa, ne uccide più la lingua che la spada.

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