Far West dei farmaci illegali: è il commercio della morte. Cresce il business dei medicinali contraffatti. Parla Franco Caprino (ex presidente Federfarma Roma): “Pazienti ignari dei rischi, c’è poca informazione”

di Monica Tagliapietra
Cronaca

È un mercato che si alimenta della disperazione dei pazienti che spesso non riescono ad accedere alle cure, e che moltiplica il profitto delle associazioni a delinquere. Ecco perché la contraffazione dei farmaci vale in Europa 217 miliardi, come già denunciato da La Notizia. Ma molto dipende dal fatto che la maggior parte degli utenti non conoscono davvero i rischi concreti che si corrono assumendo un medicinale non controllato. Ne è convinto Franco Caprino, ex presidente di Federfarma Roma, secondo cui, il mercato del cosiddetto  black pharma  prima che essere un giro d’affari miliardario è soprattutto un pericolo per la salute pubblica.

Dottor Caprino, quale potrebbe essere il primo passo concreto per arginare il fenomeno?
Servono leggi, ma a livello europeo. Perchè da soli non si va da nessuna parte.

Perchè non ci si è pensato prima, quando il business era ancora ll’inizio e quindi più gestibile?
È stata siglata nel 2011 la convenzione Medicrime del Consiglio d’Europa, a cui hanno aderito ventisei Paesi. Ma in Italia ancora oggi non è stata ratificata.

Cosa prevede questa convenzione?
Per la prima volta nel settore prevede l’introduzione di un reato di contraffazione nei farmaci messi sul mercato senza autorizzazione o in violazione delle norme di sicurezza. Oltre al reato penale è stata data  attenzione al coordinamento dei sistemi nazionali per consentire un rapido scambio delle informazioni, nei settori della giustizia, della sanità. con le forze di polizia e le autorità doganali.

Quali sono i farmaci più contraffatti?
Il top dei farmaci più trafficati sono quelli per la disfunzione erettile, ma nel mirino del crimine ci sono anche oncologici, antidepressivi e antiepilettici. Commercializzati da una rete criminale spesso internazionale, che passa dal web, basti pensare che solo l’1 per cento dei siti di vendita on line di farmaci è legale,  e agisce con estrema agilità.

Internet ha incrementato questo business, cosa si può fare?
L’acquisto on line ha semplificato la reperibilità delle sostanze: basta entrare nei forum giusti e il gioco è fatto, Si dovrebbero vietare i farmaci online, è chiaro.  A tal proposito vorrei ricordare che il Consiglio dei Ministri ha approvato nel 2011 una normativa con cui si possono  vendere sul web solo i farmaci senza ricetta e solo da parte delle farmacie autorizzate, che dovranno essere tracciate e identificabili. Ma poi ci sono anche i furti dei farmaci rivenduti all’estero e la gestione a quel punto diventa difficile.

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